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Fiamme senza sosta. Roghi a Castiglione e Rende, chiuso un tratto di Viale Principe

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Fiamme senza sosta. Roghi a Castiglione e Rende, chiuso un tratto di Viale Principe

Viale Principe è interdetto alla circolazione a causa del fumo acre e denso che sta bruciando alberi e canneto

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COSENZA – Il cosentino è ancora nella morsa degli incendi. In queste ore diversi i roghi divampati sul territorio. Un grosso incendio è scoppiato a Rende, dove le fiamme stanno lambendo Viale Principe che è stato interdetto alla circolazione a causa delle fiamme che stanno distruggendo canneti, arbusti, alberi e persino alcuni rifiuti: tutta la zona è avvolta da fumo denso, nero e acre che ha avvolto anche una parte di Contrada Santa Rosa e di Quattromiglia e dove l’aria è irrespirabile. Per precauzione, nel pomeriggio, sono stati fatti evacuare anche i clienti che si trovavano all’interno del supermercato Lidl situato sulla parte opposta della strada. Sul posto i carabinieri e vigili del fuoco in azione per gli interventi di spegnimento che stanno interessando anche la zona di contrada Santa Rosa raggiunta dalle fiamme spinte anche dal vento che minacciano alcune aziende.

Un altro rogo è scoppiato nella tarda mattinata a Castiglione Cosentino dove è andata in fiamme un’intera collina nei pressi del Rione Crocevia e Torre Briciata  e dove insistono alcune aziende agricole e abitazioni. Fiamme segnalate anche a Luzzi in contrada Muccone. Continua a bruciare Monte Cocuzzo dove le fiamme stanno interessando da oltre 3 giorni la grande montagna di Mendicino mentre in Sila è la zona di Longobucco ad essere interessata da alcuni fronti di fuoco. Sullo Ionio fiamme a Campana nei pressi della Statale 108 ter, sul Tirreno invece ci sono alcuni roghi nei territori di Papasidero e Grisolia. Sono oltre 2mila gli interventi effettuati tra luglio e agosto in provincia di Cosenza secondo i dati diramati dai dai vigili del fuoco. A causa del perdurare delle criticità si è tenuto un vertice in Prefettura a Cosenza.

Curcio “serve una riflessione sulla salvaguardia del bosco”

“Spero che ci sarà un momento di riflessione sulla cura del bosco e sulla sua salvaguardia. È un nostro patrimonio e bisognerà intervenire anche sul piano normativo. Su questo darò il mio contributo tecnico”. Lo ha detto il Capo della protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, nel corso di una riunione operativa sugli incendi insieme al presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì. “Finiamo la parte incendi – ha aggiunto Curcio – e iniziamo quella relativa alle alluvioni perché gli eventi estremi oramai ci stanno abituando a questo. Non perdiamo il filo che lega queste cose, perché un bosco bruciato significa maggiore velocità di acqua piovana che scende. E noi dobbiamo essere pronti alle situazioni più difficili”.

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Riunione operativa in Regione

Spirlì invece ha assicurato massima collaborazione della Regione con Governo e Protezione Civile “è un lavoro che bisogna condividere tutti insieme. Dopo il confronto con il territorio, nel più breve tempo possibile organizzeremo tutto quello che dovrà essere organizzato a tutela di aziende e privati che hanno subito danni per gli incendi. Spirlì e Curcio hanno anche preso parte ad una riunione tecnica con i sindaci dei comuni interessati dagli incendi e con tutti i soggetti coinvolti a livello regionale. Al tavolo, oltre a Spirlì e Curcio, il direttore operativo della Protezione civile nazionale, Luigi D’Angelo, il direttore delle emergenze del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, Marco Ghimenti, il dirigente generale della Protezione civile regionale, Fortunato Varone, il commissario straordinario di Calabria Verde, Giuseppe Oliva, e il dirigente del dipartimento Presidenza – Uoa Forestazione, Salvatore Siviglia. Presenti anche i dirigenti generali dei dipartimenti Agricoltura e Ambiente, Giacomo Giovinazzo e Gianfranco Comito, il viceprefetto di Catanzaro, Lucia Iannuzzi, e il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo. Curcio si è anche confrontato con una rappresentanza di volontari provenienti da tutta Italia, ringraziandoli per il grande impegno. “Adesso – ha aggiunto Spirlì – bisogna intervenire in modo intelligente. Il fuoco sta interessando non solo la Calabria, ma molte altre regioni italiane, così come altri Paesi del Mediterraneo. Noi abbiamo chiesto subito lo Stato di mobilitazione al presidente Draghi che, nel giro di sei ore, ha firmato il decreto. Subito dopo, la Giunta ha chiesto lo stato di emergenza al Governo. Sulle fiamme che bruciano in Calabria non accetterò nessuna speculazione di tipo elettorale. Stamattina ho incontrato tutti i responsabili regionali, che mi hanno confermato che tutto quello che si poteva fare è stato fatto, ottimizzando azioni che, solo fino a poco tempo fa, non erano così efficienti. Allo stesso tempo, è necessaria una vera progettazione per il rimboschimento, perché la Calabria ha bisogno di ricostruire il suo polmone verde”. “Vorrei – ha concluso il presidente della Regione – che si ponesse fine, in questa fase, alle polemiche e ai processi sommari che appaiono su certa stampa e su certi social. Si facciano subito proposte di legge che aumentino le pene per i piromani: sono convinto che ci sia un piromane dei piromani, un ‘puparo’. Non si tratta semplicemente di folli, ma di qualcuno che ha una strategia precisa e cerca di mettere costantemente sotto scacco le istituzioni. Servono indagini e misure importanti”.

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