Provincia
Poste Italiane e selezioni, nuova denuncia dei sindacati “provvedimenti ad personam”
I sindacati tornano a denunciare le irregolarità “i tentativi di dialoghi infranti su muro di gomma fatto di empiriche giustificazioni”

COSENZA – “Il primo atto di riconoscimento di una condizione, di una vita, di una persona, di un individuo, così come di una lavoratrice o di un lavoratore è: il raccontare. Ci si racconta per riconoscersi, per fare gruppo, per difendersi, per rivendicare, per migliorare”. Questo è il motivo che spinge ancora una volta i rappresentanti sindacali Antonio Lillipuziano (SLC-CGIL), Fausto Medaglia (UILPOSTE), Antonio Passarino (FAILP-CISAL), Luigi Russo (CONFSAL-COM) e Domenico Munno (FNC-UGL) a “denunciare pubblicamente le illegalità commesse della Dirigenza Postale che hanno caratterizzato l’estate cosentina. Mentre i responsabili di Poste Italiane di livello Centrale esaltano tutti i principi di democrazia, partecipazione, rispetto delle norme sottoscritte e condivise, nonché il valore delle sane relazioni industriali, la dirigenza della Macro Area Sud con sede in Napoli e quella Calabrese, hanno commesso gravi inadempienze normative e discriminazioni tra i lavoratori”.
La promozione di cinque capi squadra portalettere
“Atti illeciti – spiegano i sindacati nella loro denuncia – come già evidenziati specificatamente in precedenti comunicati, perpetrati in occasione della selezione per la promozione di cinque capi squadra portalettere “omettendo scientemente il rispetto dei requisiti concorsuali che l’Azienda stessa, tramite apposito bando, aveva indicato come obbligatori per poter accedere alla selezione ( essere portalettere di liv. D Senior) e addirittura promuovendo chi non era neanche titolato a partecipare (portalettere di Liv. E junior), assegnando gli stessi in province diverse da quelle previste dal bando con mobilità occulta ed evitando di colloquiare e valutare altro personale idoneo alla selezione”.
Trasferimento di una sportelliera da Crosia a Rossano
“Analogo abuso di autorità – scrivono ancora i sindacati – l’Azienda ha perpetrato nella Filiale di Castrovillari per l’avvenuto trasferimento di un’unità di sportelleria da Crosia a Rossano Marina “Tale trasferimento è stato attuato in spregio all’accordo sulla mobilità dell’anno 2021 e alla relativa graduatoria nella quale la risorsa trasferita è collocata al 5° posto”.
Dialoghi con le strutture infruttuosi “un muro di gomma”
“I tentativi di dialogo con le strutture aziendali interessate ai procedimenti in parola – evidenziano ancora i sindacati – tenutisi rispettivamente il 06 ed il 31 agosto, per cercare di riportare le suddette illegalità entro i limiti normativi, si sono infrante su un muro di gomma fatto di empiriche giustificazioni che confermavano la dicotomia comportamentale di quella parte di Azienda, le cui argomentazioni a sostegno delle determinazioni assunte non hanno trovato alcuna rispondenza documentale. Difese Aziendali puntualmente ed inesorabilmente smentite, senza appello, dai contenuti del bando concorsuale e dall’accordo sulla mobilità 2021. Sposando un passaggio del discorso di un autorevole personaggio pubblico, siamo costretti a una denuncia che non attacchi le persone, ma porti alla luce le manovre oscure che soffocano la dignità dell’essere umano e del lavoratore, e in particolare, tentano di oscurare l’azione di cinque OO.SS. che con forza denunciano inconfutabili abusi e omissioni di norme ed accordi. La questione è più complessa, perché lo scarto tra come è e come dovrebbe essere la nostra realtà, chiama in causa molti attori responsabili: chi progetta, chi sollecita, chi impone, chi concretizza ecc.”.
Fortifica la convinzione di provvedimenti “ad personam”
“L’ingiustizia sociale, e in questo caso aziendale, che si determina quando è così palese, rischia di giustificare tutte le altre ingiustizie. Certo non si può pensare di risolvere i problemi della legalità soltanto cambiando le regole ( in Poste ce ne sono tante di cui l’Azienda spesso si fregia e si vanta), se non si parte dalla conoscenza dei fenomeni e delle loro cause, valutando la questione non come un problema occasionale di cui occuparsi quando si realizzano eventi che suscitano scalpore (come i due denunciati), ma analizzando le cause dei fenomeni, tenendo conto dei contesti territoriali di riferimento e degli atteggiamenti subordinati rispetto a poteri sotterranei. E’ su questo principio che le scriventi OO.SS. vogliono incidere su una realtà da troppo tempo soggiogata e cristallizzata in atteggiamenti faziosi e discrezionali con il solo fine e l’ambizione di riportare una normalità postale in questo lembo di Calabria Cosentina. Nei due casi oggetto di attenzione, può essere giustificata la svista procedurale, la disattenzione del controllo, la marginale discrezionalità aziendale nelle specifiche materie, ma a fronte di marcate denunce avanzate dalle scriventi cinque OO.SS., con accuse mirate, precise, dettagliate e documentate, non si spiega, in alcun modo, l’immobilismo aziendale e la conferma delle illecite determinazioni assunte. Ciò fortifica il convincimento che il tutto faccia parte di un pacchetto di provvedimenti “ad personam” per favorire percorsi professionali e carrieristici di “qualche privilegiato non titolato” ed il trasferimento di altri in sedi “di favore”.
“Le evidenze negative a carico di questi dirigenti aziendali, attori ed autori dei fatti contestati, purtroppo, sono eloquenti, le anomalie procedurali palesi e colpevolmente eclatanti! Forse è il caso che quell’Azienda che a livello Centrale esalta il rispetto delle norme e dei principi etici più volte enunciati come il valore sociale d’impresa, s’interessi della questione e faccia chiarezza. Noi speriamo e auspichiamo che ciò avvenga presto affinché tali problemi non si risolvano “extra moenia” e si riporti nella provincia di Cosenza un clima di pacifica democrazia aziendale, legalità, rispetto delle regole, riguardo delle persone e pari opportunità per tutti i lavoratori senza discriminazione alcuna”.
Antonio Lillipuziano (SLC-CGIL), Fausto Medaglia (UILPOSTE), Antonio Passarino (FAILP-CISAL), Luigi Russo (CONFSAL-COM) e Domenico Munno (FNC-UGL)




















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