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Le suore Canossiane si scagliano contro i senzatetto che occupano l’Istituto: ‘Non sono poveri’

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Le suore Canossiane si scagliano contro i senzatetto che occupano l’Istituto: ‘Non sono poveri’

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Le sorelle rivogliono lo stabile che avevano abbandonato ed affermano che l’occupazione sia frutto di un complotto per impedirne la vendita.

 

COSENZA – Il prezzo di mercato dell’ex istituto delle Canossiane di viale della Repubblica supera i due milioni di euro. La famiglia Morrone intendeva acquistarlo per farne una clinica, ma già prima dell’occupazione rinunciò all’offerta delle suore. Ad abitarlo da circa un anno e mezzo sono circa cento persone tra cui quindici minori ed un bimbo disabile. Si tratta di disoccupati, migranti, pensionati, single, padri e madri di famiglia senza reddito e senza un tetto sotto il quale vivere. Le sorelle però non ci credono. Per le religiose si tratterebbe solo di persone manipolate dall’alto. “Se fossero davvero poveri – afferma una suora della sede delle Canossiane di Rogliano, l’unica del cosentino – gli avremmo regalato l’intero istituto. Ma così non è. Dietro gli occupanti ci sono persone, italiane, che spingono affinché l’istituto non ci venga restituito così da impedirne la vendita. Abbiamo sollecitato le forze dell’ordine, ma siamo state abbandonate. Finché servivamo a fare da scuola e parcheggio per le auto servendo il popolo di Cosenza eravamo brave, ora ci ignorano. La colpa di questa situazione è tutta del Comune di Cosenza”.

 

In effetti sindaco di Cosenza Mario Occhiuto per scongiurare lo sgombero degli occupanti ha requisito lo stabile. L’ordinanza scadrà il prossimo 23 Giugno e sulle sorti dei bimbi e dei precari che abitano l’ex istituto delle Canossiane ancora non è dato sapere. Alle suore, in questi 90 giorni di requisizione, intanto  è stato garantito un indennizzo pari a 3mila e 500 euro mensili. Una cifra che il primo cittadino con il suo provvedimento ha indicato come da scorporare dal prezzo dell’immobile che il Comune è ora intenzionato ad acquistare per far fronte all’emergenza abitativa. Dal Settore Patrimonio e dal Dipartimento Tecnico del municipio bruzio ad oggi pare non sia pervenuta alcuna novità sulla trattativa con l’ordine delle Canossiane che pare sia ancora in fase di stallo. Nel frattempo il Settore Welfare ha già provveduto a censire gli occupanti e le loro reali condizioni economiche per fugare i dubbi delle sorelle su presunti ‘benestanti’ che occupano per scongiurare la vendita dell’edificio.

 

Da parte sua il comitato Prendocasa che da anni lavora sull’emergenza abitativa a Cosenza risponde alle accuse mosse dalle Canossiane affermando che ”non esiste alcuna manipolazione”. ”L’intento – spiega uno degli attivisti – non era quello di bloccare la vendita dello stabile, ma di rispondere alle esigenze di cento senzatetto. All’interno dell’ex istituto delle Canossiane vivono persone che non hanno alcuna possibilità di poter fittare un appartamento a prezzo di mercato. Alcuni di loro sono iscritti nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi popolari da anni. Altri invece, paradossalmente, si trovano in una condizione di indigenza tale da non essere neanche contemplati dalle leggi regionali per la richiesta di una casa popolare che risalgono al 1996. Ad esempio i migranti che non hanno un contratto di lavoro continuativo quinquennale, una chimera ormai anche per gli italiani più ‘fortunati’. Una suora è stata qui a farci visita e sa di cosa parliamo, mentre con un’altra abbiamo avuto dei colloqui istituzionali”. Nonostante ciò l’opinione delle Figlie delle Carità Canossiane non cambia: gli occupanti devono andare via. L’istituto deve essere venduto e servirà alle suore per rinvigorire le casse dell’ordine.

 

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