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Accusato di omicidio colposo per la morte di un camionista. Assolto 40enne cosentino

Area Urbana

Accusato di omicidio colposo per la morte di un camionista. Assolto 40enne cosentino

L’uomo era accusato di omicidio colposo per la morte di un camionista precipitato da un viadotto della A2. Assolto perché il fatto non sussiste

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Tribunale di Castrovillari 25

CASTROVILLARI – Il tribunale di Castrovillari, in composizione monocratica (giudice Giuseppa Anna Ferrucci) ha assolto, perché il fatto non sussiste, un 4oenne di Cosenza, difeso dagli avvocati Ugo Ledonne e Pasquale Vaccaro del Foro di Cosenza. L’uomo era accusato di omicidio colposo per la morte di un camionista precipitato da un viadotto della A2 nella zona del Pollino tra Laino Borgo e Mormanno nel cosentino. La Un vicenda dolorosa che risale a 8 anni fa. Era la fine del 2014 quando il 40enne stava viaggiando in autostrada in direzione Nord a bordo della sua vettura. Stava percorrendo l’autostrada quando, a causa della pioggia, perse il controllo del mezzo che, dopo aver sbandato, rimase in panne lungo la carreggiata nei pressi di un viadotto. Dopo 15 minuti (dati evidenziati dall’impianto satellitare installato a bordo dell’auto) sopraggiunse un autoarticolato che, dopo aver travolto l’auto, sfondò il guardrail e precipitò in una scarpata per quasi 100 metri dal viadotto “Jannello”. Un volo pauroso e uno schianto terribile che provocò la morte dell’uomo e che distrusse buona parte del mezzo pesante, tanto che non fu neanche ritrovato il contata tachimetro.

Dalle successive indagini il 40enne cosentino venne iscritto prima nel registro degli indagati e successivamente rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio colposo. In particolare, secondo l’accusa, l’uomo non avrebbe mantenuto una velocità adeguata alle condizioni atmosferiche (l’asfalto era appunto reso viscido dalla pioggia battente) e, inoltre, non avrebbe posizionato il triangolo a 20 metri di distanza dall’auto per segnalare l’avaria del mezzo. La difesa, invece, è riuscita ad evidenziare che non solo la velocità era corretta (come evidenziato sempre dall’impianto satellitare installato nell’auto), ma che il triangolo era stato correttamente posizionato alla giusta distanza e che lo stesso venne, verosimilmente, travolto dal mezzo pesante, che procedeva a velocità sostenuta e oltre i limiti consentiti, come è stato anche appurato anche da un perito nominato dallo stesso tribunale di Castrovillari. Per queste ragioni ha assolto l’uomo dal reato perchè il fatto non sussiste.

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