Area Urbana
Cosenza, 14enne pestato a sangue all’uscita di scuola. “Mio figlio vivo per miracolo”
La denuncia della madre “picchiato per essersi opposto ai ripetuti atti di bullismo, intimidazioni e molestie. Ha rischiato di morire”

COSENZA – È stata la mamma di Emanuele, Adele Sammarro un’insegnante di Castrolibero, a raccontare la terribile aggressione subita dal figlio 14enne, avvenuta all’uscita di scuola lunedì e pubblicando su Facebook le terribili foto del giovanissimo in un letto di ospedale con il viso tumefatto e insanguinato. Un’aggressione avvenuta fuori da un istituto scolastico di Cosenza. “Mio figlio all’uscita di scuola è stato aggredito da un vigliacco che lo ha ridotto così – aveva scritto nel post la mamma – ed ha rischiato di morire, erano tutti presenti e nessuno ha visto. Le scuole devono essere presidiate dentro e fuori. Purtroppo questo non interessa ad alcuno“. Subito dopo l’aggressione la famiglia del ragazzo ha sporto denuncia ai carabinieri che ora stanno indagando visionando anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza.
“Penso al dolore di mio figlio e alle cicatrici che gli rimarranno indelebili nell’anima, perché quelle del volto possono anche passare. Penso a mio figlio che era felice di tornare a scuola, di andarci con tanto entusiasmo” ha aggiunto ancora con la voce rotta dal pianto la madre di Emanuele, che ha raccontato il dramma vissuto “si è trovato scaraventato a terra da un pugno violentissimo che gli ha sferrato un vigliacco e che gli ha provocato la frattura del setto nasale e ferite profonde, anche all’interno della bocca. Mio figlio è un ragazzo educato e tranquillo, che ha ricevuto la massima educazione, la stessa che ho ricevuto io. Un ragazzo che porta con se tanti valori, quali il rispetto, l’altruismo e la generosità. E vederlo ridotto in quello stato mi ha letteralmente sconvolta. Ma la cosa che più mi ha colpito, che poi mi ha portato a scrivere il post su Facebook, pubblicando le foto, è il silenzio dei tanti che erano presenti durante l’aggressione, l’omertà a non denunciare che trovo vergognoso”.
“Importante è non restare mai da soli, denunciare e chiedere aiuto ad una persona adulta” ha detto dagli studi della TGR Calabria, Matteo di Stefano comandante del nucleo operativo radiomobile dei carabinieri di Cosenza “nel caso specifico nell’atto di violenza le conseguenze sono subito chiare, ma spesso gli atti di bullismo non sono solo atti di aggressione fisica, ma anche psicologici come offese e insulti, provocazioni continue e scherzi fastidiosi. Per questo è importante mantenere un dialogo costante tra il ragazzo, la famiglia e i docenti che possono cogliere i segnali del disagio”.



















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