Italia
Intimidazioni contro amministratori locali, una ogni 20 ore
Il 60% delle intimidazioni avviene in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia, “ma non ci sono territori immuni”

ROMA – “Nei primi nove mesi dell’anno si sono registrati 142 atti intimidatori contro amministratori locali, il 16,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2020″. Lo ha detto il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese intervenendo alla videoconferenza per la presentazione della X edizione di ‘Amministratori sotto tiro’.
In dieci anni si sono registrati 4.309 mila atti intimidatori contro amministratori locali, alla media di uno ogni 20 ore. Il 60% è avvenuto nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, Sicilia, Calabria, Campania e Puglia, ma non ci sono territori immuni. La provincia di Napoli il territorio più bersagliato, con oltre 300 intimidazioni. E’ quanto emerge dalla X edizione di ‘Amministratori sotto tiro’, il report dell’associazione ‘Avviso pubblico’. “Dai 2-300 casi dei primi rapporti – hanno spiegato i curatori del rapporto – siamo arrivati ad oltre 500 casi annuali, con il raddoppio dell’incidenza al Centro-Nord”.
“L’aumento, ha ipotizzato Lamorgese, “può essere dovuto alla fine del lockdown con il riavvio delle attività che può aver contribuito ad esporre gli amministratori locali agli effetti del disagio sociale ed un ruolo potrebbe averlo avuto anche la ripresa della conflittualità politica dovuta anche alle elezioni di ottobre”. Dei 142 atti censiti, soltanto 4 risultano avere come matrice la criminalità organizzata. “Non sottovalutiamo tuttavia – ha spiegato la ministra – potenziali legami e dobbiamo continuare a sensibilizzare tutti a denunciare gli episodi, questa deve essere la parola d’ordine. Solo così le forze di polizia saranno nelle condizioni di difendere le funzioni di libera rappresentanza democratica”. La titolare del Viminale ha poi espresso la volontà di “avviare una riflessione su un eventuale inasprimento delle sanzioni penali a tutela degli amministratori, con la possibilità di prevedere aggravanti specifiche” ed ha riferito di “interlocuzioni avviate col ministero dell’Economia “per attivare un Fondo trinella di sostegno alle vittime”.



















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