Italia
Qualità della vita: Cosenza 93esima, ultima Crotone. Male tutto il Sud
Tutte ultime le province del Sud, secondo il Rapporto sulla Qualità della Vita in Italia 2021 di ItaliaOggi. Cosenza peggiora la sua posizioni: nel 2020 era 91esima

ROMA – La provincia di Parma conquista la vetta della classifica sulla qualità della vita, seguita sul podio da Trento e Bolzano. Tutte del Sud le ultime, secondo il Rapporto sulla Qualità della Vita in Italia 2021 di ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni, giunta alla 23esima edizione.
Quest’anno la maglia nera va a Crotone, preceduta da Napoli e Foggia (che era ultima lo scorso anno). A pesare sul risultato negativo è la componente legata ai servizi. Nel caso di Crotone incidono i fattori: affari e lavoro, ambiente, istruzione e formazione, reddito e ricchezza, tempo libero. A metà classifica Roma, che scivola al 54/mo posto (l’anno scorso era al 50/mo), seguita dalla prima provincia meridionale per qualità della vita, che è Matera. Le posizioni delle altre calabresi: Catanzaro 83ª (in calo di una posizione); Reggio Calabria 89ª (dal 78° posto dello scorso anno); Cosenza 93ª (nel 2020 era 91ª); Vibo Valentia 102ª, in discesa di una posizione.
Il rapporto registra quest’anno la scalata dei grandi centri urbani del Centro-Nord, con Bologna che era 27ma lo scorso anno e ora è quarta, Milano, che guadagna ben quaranta posizioni (dalla 45ª alla quinta) e Firenze, da 31ma a sesta. “Nella fase di uscita dall’emergenza pandemica, sono le grandi aree urbane del Centro-Nord che hanno mostrato la maggiore resilienza”, sottolinea il coordinatore della ricerca, Alessandro Polli, del dipartimento di Scienze sociali e economiche della Sapienza. La qualità della vita viene definita “buona” o “accettabile” in 63 province su 107, lo scorso anno erano 60 su 107. Tradotto in termini di popolazione, 22 milioni 255 mila residenti (pari al 37,4% della popolazione italiana) vivono in territori contraddistinti da una qualità della vita scarsa o insufficiente, contro i 25 milioni 649 mila residenti della passata edizione, pari al 42,5% della popolazione.


















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