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«Il Gruppo De Magistris Presidente escluso dal nuovo Consiglio regionale»

Calabria

«Il Gruppo De Magistris Presidente escluso dal nuovo Consiglio regionale»

È quanto afferma, in una nota, il consigliere regionale Ferdinando Laghi, del Gruppo De Magistris Presidente «inciucio tra Pd e centrodestra»

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De Magistris 11

CATANZARO – «Il Gruppo De Magistris Presidente è stato escluso dall’assegnazione delle cariche istituzionali che, secondo regolamento, toccavano alla minoranza del nuovo Consiglio regionale. L’avvio della legislatura consiliare segna, quindi, la conferma di una contagiosa avversione verso i princìpi e le regole della cultura democratica. Di fatto, in Consiglio è stato dolosamente ignorato il voto di ben 130mila elettori al nostro Polo civico». È quanto afferma, in una nota, il consigliere regionale Ferdinando Laghi, del Gruppo De Magistris Presidente.

«Il Partito democratico ha puntato dritto alle poltrone»

«Sono un male evidente l’autoreferenzialità del centrodestra, le manovre di potere del Pd e le prime tracce di consociativismo politico – accusa Laghi – emerse nella seduta consiliare di insediamento, cioè il totale dei voti con cui sono stati eletti Mancuso presidente e Alecci segretario questore del Consiglio. Soprattutto dal Pd ci aspettavamo una maturazione politica, specie in questa fase segnata da una spaventosa crisi economica, dal Covid, dalla mancanza di diritti e servizi fondamentali, dalla pervasività della ‘ndrangheta e dal bisogno di ricostruire la Calabria partendo dal rispetto degli equilibri democratici nelle sedi istituzionali. Invece il Partito democratico ha puntato dritto alle poltrone, strizzando l’occhio al centrodestra, che a sua volta ha ricambiato».

«Con questi presupposti, non credo che sia facile avviare un dialogo aperto e costruttivo per risolvere i problemi urgenti della Calabria. Di certo – conclude Laghi – dalle prime battute del Consiglio regionale traspare la nostra collocazione autonoma, la nostra distanza dagli accordi di palazzo e la nostra volontà di denunciare e sconfiggere quelle logiche spartitorie che hanno concorso ad alimentare il declino politico, culturale, sociale ed economico della regione, l’emigrazione di massa e l’astensionismo degli elettori».

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