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Il Presepe Serafini in pregiata ceramica craquelé. La proposta di Treccani

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Il Presepe Serafini in pregiata ceramica craquelé. La proposta di Treccani

Bottega Treccani propone ai suoi clienti l’opera di Luigi Serafini, artista, architetto e designer italiano di grande estro

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Il Presepe Serafini che Treccani ha deciso di proporre quest’anno ai suoi clienti nasce dal desiderio di coniugare la tradizione con la contemporaneità, in una prospettiva di apertura totale verso l’innovazione e verso la rivisitazione di schemi consolidati ma al tempo stesso in continuità con un immaginario collettivo e condiviso.

Bottega Treccani ha affidato dunque la realizzazione del Presepe, immagine fra le più iconiche e più rappresentate nella storia dell’arte, a Luigi Serafini, artista, architetto e designer italiano di grande estro, nato a Roma nel 1949 e autore di opere originali e misteriose, tra cui il Codex Seraphinianus del 1981. Serafini ha sapientemente raccolto la sfida di Treccani e, in collaborazione con gli artigiani di Deruta, ha creato un’opera visionaria e raffinata, che si va ad aggiungere alla produzione d’arte su cui l’Istituto della Enciclopedia Italiana sta molto lavorando e investendo.

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Il Presepe Serafini, in pregiata ceramica craquelé, presenta sullo sfondo un bassorilievo che raffigura la città di Los Angeles, fondata dai francescani nel Settecento, con la figura di san Francesco, intento ad allestire la scena della natività. L’elemento di grande interesse del presepe che Treccani propone è legato al suo impianto, per cui esso viene concepito dall’artista come un’opera d’arte che, per essere ammirata, deve prima essere allestita dal suo stesso fruitore. La scatola all’interno della quale sono contenuti i pezzi (pochi) del presepe, una vera e propria scatola di montaggio, diventa il proscenio su cui allestire la Natività. L’idea è quella di rinnovare l’antica tradizione di riunirsi in famiglia per ‘fare il presepe’ e ammirarlo, una sorta di rito che si rinnova negli anni e attraverso il quale si riscoprono legami e affetti fondamentali.

Nel bassorilievo creato da Serafini è san Francesco dunque ad allestire il presepe, con una stella cometa in mano, perché la leggenda narra che sia stato proprio lui a costruire il primo presepe della storia, a Greccio, in Umbria, dopo aver ricevuto l’approvazione papale. Giotto descrive questa scena nel suo 13° quadro del ciclo di affreschi dedicato alla vita del santo (Basilica Superiore di Assisi, 1295-1299), evidenziando con maestria lo stupore dei presenti quando il Bambino, fatto di materiale inerte, si animò per miracolo tra le braccia di Francesco. E non è un caso che l’artista Serafini abbia scelto un’antichissima bottega di ceramica a Deruta, non molto lontana da Greccio, per creare il suo presepe, come a voler sottolineare una sorta di continuità spaziotemporale che dal Duecento arriva fino a noi, attraverso un patrimonio comune di simboli e immagini.

La scultura di Serafini presenta in primo piano due piccole pianelle mobili su cui sono raffigurati Giuseppe e Maria; un gatto, emblema del focolare domestico ma anche creatura nota per le sue capacità di sentire e prevedere l’arrivo del soprannaturale, la magia del divino; un uovo cosmico con il Bambino d’oro al suo interno, simbolo di integrità, di nascita e resurrezione;  un piatto su cui poggia della frutta metamorfica, memento mori, simbolo della caducità dell’uomo, contrapposta all’idea della nascita che l’uovo racchiude e protegge. Alla base della scena appaiono tre icone: un drago colorato, simbolo di Deruta; una scritta blu con i caratteri del Codex Seraphinianus, delimitata dai simboli matematici dell’infinito; il King Botto, logotipo di Serafini.

Il Presepe Serafini (36x44x22 cm), multiplo d’artista realizzato in 99 esemplari + 6 prove d’artista, è stato costruito in un’antichissima bottega di ceramica di Deruta, seguendo una tecnica che prevede tre sistemi di foggiatura tramite pressa, colaggio e calco a mano, e un sistema di cottura con ossidi minerali naturali, cristallinatura craquelé. La rifinitura è in oro zecchino.

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