Italia
Da oggi in Italia il primo farmaco anti-Covid: consegnate 12mila confezioni Merck
L’obiettivo del farmaco è quello di prevenire le ospedalizzazioni e il medicinale deve essere assunto in caso di positività al Covid entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi

ROMA – Dal 4 oggi è disponibile in Italia il primo farmaco contro il Covid-19: si tratta della pillola di Merk chiamata molnupiravir o con il nome commerciale “Lagevrio”. Viene distribuito dalla Struttura Commissariale alle Regioni e per la sua prescrizione è previsto l’utilizzo di un registro di monitoraggio che sarà accessibile online sul sito dell’Aifa. Il medicinale è stato autorizzato per trattare i pazienti Covid-19 non ricoverati che hanno contratto la malattia di recente in forma da lieve a moderata e con condizioni cliniche che possono rappresentare fattori di rischio specifici per lo sviluppo di Covid-19 grave.
L’obiettivo del farmaco è quello di prevenire le ospedalizzazioni e il medicinale deve essere assunto in caso di positività al Covid entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi. Si tratta di un antivirale orale il cui trattamento dura 5 giorni. Il trattamento consiste in 4 capsule, per un totale di 800 mg, da prendere due volte al giorno per 5 giorni. Il suo utilizzo non è raccomandato in gravidanza e l’allattamento al seno deve essere interrotto durante il trattamento e per 4 giorni dopo il trattamento.
La pillola non dovrebbe costare nulla al malato e alcune Regioni potrebbero richiedere accertamenti preliminari ai pazienti da trattare. Il molnupiravir agisce interferendo con la capacità del virus di replicarsi, ovvero produce alterazioni del materiale genetico (Rna) del Sars-CoV-2 durante la replicazione in modo da renderlo incapace di moltiplicarsi. I produttori hanno spiegato che la sua efficacia è garantita a prescindere dalle varianti presenti e future perché non colpisce la proteina Spike.
L’efficacia del farmaco nel prevenire le ospedalizzazioni è però del 30%, ossia inferiore rispetto agli studi preliminari di fase 3 che indicavano invece una riduzione dei decessi e ricoveri del 50%. Il farmaco è, per questi motivi, da considerare un’arma in più per contrastare il Covid-19, ma non può essere ritenuto un’alternativa ai vaccini sia per la sua bassa efficacia, sia per la durata limitata della concentrazione dei principi attivi che, dopo un paio di giorni dalla fine del trattamento, scompaiono dall’organismo.
Consegnate a Regioni 11.899 confezioni
Sono 11.899 le confezioni di Molnupiravir, le pillole per il trattamento dei pazienti positivi al Covid-19, consegnate finora agli ospedali italiani dalla struttura del commissario straordinario Francesco Figliuolo che le ha acquisite dal produttore Merck. La ripartizione regionale delle confezioni di farmaco vede al primo posto la Lombardia, con 1.800, seguita da Lazio (1.680), Toscana e Veneto (1.440) e Liguria (1.080). La struttura commissariale ha avuto mandato dal ministero della Salute, di acquisire un quantitativo pari a 50.000 cicli trattamento di farmaci antivirali orali per ciascuna tipologia di Molnupiravir, che ha avuto l’ok dall’Aifa, e Paxlovid, per il quale non c’è ancora il via libera.
















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