Area Urbana
Cosenza, scontro sui buoni spesa «urge semplificare l’accessibilità. Rivedere l’Isee»
Lo chiede la minoranza del Consiglio comunale «Esprimiamo grande apprensione. Ancora una mancanza di attenzione da parte dell’amministrazione Caruso»

COSENZA – La minoranza del Consiglio comunale di Cosenza in una nota stampa esprime «grande apprensione» per i buoni spesa. «Nostro malgrado siamo costretti a ritornare su una questione alquanto delicata che credevamo e speravamo venisse gestita meglio dall’attuale amministrazione del Comune di Cosenza. La distribuzione una tantum dei buoni spesa, tende a poter portare un po’ di sollievo a chi versa in situazioni di evidente difficoltà e di disagio, consentendo l’acquisto di beni alimentari e di prima necessità».
«Serve un cambio di ragionamento per l’accessibilità»
«Le famiglie speravano di poter ottenere questi ristori entro Natale, ma già dalla lettura della delibera della Giunta era chiaro che non sarebbe stato possibile – proseguono i consiglieri di minoranza. – Ora vi è di più, l’attuale l’avviso per l’accesso ai buoni spesa, pubblicato da pochi giorni e valido soltanto sino al 25 gennaio, sul portale del Comune di Cosenza richiede espressamente un modello Isee in corso di validità.
Come noto l’Isee 2021 è scaduto il 31 dicembre. In pratica, dal primo gennaio non c’è più nessuna famiglia o contribuente che possa avere un Isee in corso di validità, riteniamo, pertanto, necessario un cambio di ragionamento e di approccio metodologico, valutando meglio l’impatto con la realtà di chi deve produrre tale documento.
È necessario che l’avviso posto in essere venga modificato o prorogato evitando che l’amministrazione crei però ulteriore nocumento a chi attende con ansia. Sarebbe grave che in un momento del genere per un ennesima distrazione dell’amministrazione i cittadini venissero ad avere un danno. Tutti i gruppi della minoranza in Consiglio Comunale chiedono espressamente al Sindaco ed all’amministrazione di semplificare urgentemente i canali per l’accessibilità a questo ristoro.
Si mettano nei panni delle centinaia di famiglie che hanno bisogno di ricevere questo piccolo contributo, – concludono – non è necessario rivendicare la paternità di un azione nazionale, come invece si è fatto, ma bisogna tenere in considerazione il forte disagio sociale che si respira. L’inclusione sociale non si combatte solo con le parole, ma con le azioni concrete e soprattutto con l’attenzione rivolta ai cittadini che ne hanno bisogno, vivendo in mezzo alla gente e sapendone interpretarne i bisogni».


















Social