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Il covid assedia anche il Cosenza Calcio. Salgono a 21 i positivi, allenamenti sospesi

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Il covid assedia anche il Cosenza Calcio. Salgono a 21 i positivi, allenamenti sospesi

Risultati positivi al Covid altri 4 calciatori e 4 elementi dello staff del Cosenza Calcio per un totale di 21 persone. Sospesi gli allenamenti

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Cosenza Calcio 7

COSENZA – Continua a salire il numero dei positivi all’interno del Cosenza Calcio dove è esploso un focolaio. Tra calciatori ed elementi dello staff tecnico sono 21 al momento le persone contagiate dal Covid-19. A darne comunicazione la società rossoblu con un comunicato, al termine di un nuovo giro di tamponi “Il Cosenza Calcio comunica che, nell’ultimo screening eseguito, sono risultati positivi al Covid altri 4 calciatori e 4 elementi dello staff per un totale di 21 persone (13 calciatori e 8 membri dello staff). Le condizioni di tutti i contagiati, così come peraltro comunicato nei giorni precedenti, sono buone. La società ha sospeso momentaneamente gli allenamenti. Adesso resterà da capire se i calciatori torneranno negativi nel giro di qualche giorno, considerando che il 15 gennaio si torna in campo a Cittadella per l’ultima giornata del girone di andata, dopo la sospensione dei due turni natalizi proprio a causa dei contagi.

Draghi a Gravina “stop alle gare oppure a porte chiuse”

Intanto, nonostante l’altissimo numero di contagi e 4 gare di Serie A già rinviate, la Lega tira dritto, nonostante l’invito del premier, Mario Draghi, al presidente della Figc, Gabriele Gravina, di valutare una sospensione il campionato o di svolgere le partite a porte chiuse. La speranza della Lega è che bastino il nuovo protocollo e il prossimo incontro con il Governo stesso per evitare il ripetersi del caos degli ultimi giorni ed evitare un blocco. Da Palazzo Chigi arriva l’invito a fare una riflessione, in un momento che richiede a tutti responsabilità. Il premier, in un colloquio con Gravina, ha sollecitato una valutazione, nell’autonomia della federazione, sull’opportunità di sospendere il campionato o svolgere le partite a porte chiuse, come misure per limitare la diffusione del contagio da Covid. Una situazione tutt’altro che facile, in cui però la Lega prova a non fermarsi, senza nemmeno l’intenzione di voler tornare alle porte chiuse, ipotesi che le società in assemblea hanno visto come un affronto, alla luce anche dei mancati ristori chiesti dal mondo del pallone al Governo e accordati ad altri settori. Quello tra Draghi e Gravina è stato un colloquio fitto ma senza nessuna imposizione. Il presidente federale ha spiegato la fermata generalizzata di tutti i campionati, dalla B alla C, compresi quelli dilettantistici e giovanili mettendo in evidenza, comunque, il problema dei calendari.

 

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