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Sinistra CGIL con gli studenti in protesta “crollato il castello di narrazioni sul Telesio”

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Sinistra CGIL con gli studenti in protesta “crollato il castello di narrazioni sul Telesio”

Assolone CGIL “evidenti le inadeguatezze dell’edificio che sta ospitando numerose classi del Telesio con centinaia di studenti”

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Canossiano Classico01 1

COSENZA – “Basta una legittima protesta studentesca per far crollare il castello di narrazioni che circonda quel mondo a sé, quella bolla eterea, che il Dirigente del Liceo “Telesio” ha creato intorno a quella scuola“. Lo scrive in una nota Pino Assalone, coordinatore regionale di “Democrazia e Lavoro” – Sinistra CGIL, in merito alla protesta scoppiata questa mattina da parte di un centinaio di studenti del liceo classico Telesio ospiti nell’ex convento delle Canossiane per le condizioni anguste degli spazi e la “discriminazione” rispetto agli altri studenti che invece svolgono lezione nel plesso nel centro storico.

“Il problema di base noto a tutti e da tempo – continua Assalone nella sua nota – è la carenza di spazi che avrebbe dovuto “consigliare” al Dirigente di quella scuola, come espressamente previsto dalle normative, di calibrare la formazione delle classi e soprattutto avrebbe dovuto far valutare molto meglio le Amministrazioni Scolastiche e le Amministrazioni Pubbliche Locali (colpevolmente latitanti, anzi omertose) sulla vicenda del rapporto Liceo-Convitto tuttora irrisolta (nonostante si stiano tentando “strani” movimenti per creare illegittimi Istituti Omnicomprensivi che stiamo provvedendo adeguatamente a denunciare nelle sedi opportune). Dopo gli illegittimi tentativi settembrini di far partire l’attività scolastica in Dad – spiega ancora nella nota -, l’imposizione per mesi di turni pomeridiani a studenti, famiglie e personale docente ed ata, è avvenuta la successiva divisione della “famiglia del Telesio” (ritornello che qualcuno ha amato ripetere) senza la adeguata condivisione dei criteri che stanno alla base delle determinazioni che sono state assunte per stabilire chi restava nella sede principale di Piazza XV marzo e chi andava nella succursale (le “Canossiane”)”.

“Ci hanno colpito moltissimo le lamentele che sottotraccia in tanti hanno mosso in questi giorni e che hanno fatto emergere le evidenti inadeguatezze dell’edificio che sta ospitando numerose classi con centinaia di studenti del Liceo “Telesio” e pare l’assenza di alcuni fondamentali criteri di sicurezza. Ci ha inorridito invece ogni assenza di risposta della Scuola e, ancor più, il preoccupante silenzio che proveniva dal suo interno, da cui non escono mai prese di posizione pubbliche. Delle due, l’una: o “va tutto bene, madame la marchesa”, o … Oggi l’azione delle studentesse e degli studenti di quella scuola. Quando le questioni diventano di dominio pubblico – evidenzia il sindacalista – è sempre un bel segnale di consapevolezza ed assunzione di responsabilità di chi le fa emergere”. Ferisce la nostra coscienza di donne ed uomini della CGIL la reazione inopportuna e spropositata, antidemocratica ed autoritaria del Dirigente Scolastico che ha addirittura ritenuto indispensabile, di fronte ad una civile e democratica protesta, invocare l’intervento delle Forze di Pubblica Sicurezza. Naturalmente –  conclude Assalone – non resteremmo indifferenti rispetto a qualsivoglia ipotesi di precipitazione negativa della vicenda, in particolare nell’ipotesi in cui dovesse essere minata la sacrosanta libertà di manifestazione ed espressione, il diritto allo studio ed alla partecipazione collettiva alla vita della comunità scolastica”.

 

 

 

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