Calabria
In Calabria incidenza a 920 casi, RT a 0.69. “Meno casi 20-29 anni, in aumento tra 0-9”
La Calabria resta zona gialla. Terapie intensive al 18% mentre i ricoveri in area medica al 40%. Peggio di noi solo la Valle D’Aosta

COSENZA – Alla luce del flusso dei dati del monitoraggio Iss, Ministero della salute e Regioni, il ministro Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza che porterà Puglia e Sardegna in zona gialla mentre Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Sicilia passeranno in zona arancione. L’Italia diventa dunque quasi interamente ‘colorata’, ma per nessuna Regione è al momento scattata la fascia rossa che indica il rischio più elevato. La Calabria invece resta nel limbo, tra “color che son sospesi”. In attesa di capire se verranno eliminate le fasce di colore, come chiesto dalle Regioni al Governo, per un altra settimana si rimane in zona gialla perché il numero delle terapie intensive resta sotto il 20% (nell’ultimo dato del monitoraggio ISS pubblicato oggi sono al 18,5%) mentre i ricoveri in area medica salgono ancora raggiungendo il 40% del totale dei posti. Peggio di noi solo la Valle D’Aosta, che ha praticamente la metà dei posti letto in area medica occupati da pazienti covid.
Sale ancora l’incidenza, RT torna sotto soglia
Il nuovo report con il monitoraggio settimanale sull’epidemia pubblicato dall’ISS, mostra qualche lievissimo segno di miglioramento dei vari indicatori nella nostra regione, anche se la classificazione complessiva del rischio resta alta, con ulteriore probabilità di progressione. Alta anche la valutazione dell’impatto con una sola allerta di resilienza (la scorsa settimana erano riportate molteplici allerte di resilienza). L’indice RT di contagio scende sotto la soglia di uno e si attesta a 0.69 (range 0.64-0.75) mentre l’incidenza sale ancora e si attesta a 920 casi ogni 100mila abitanti contro i 780 casi della scorsa settimana e i 631 di quella ancora precedente. Scendono i nuovi casi di positività accertati negli ultimi 7 giorni (4.178 nuovi positivi contro i 5.612 della scorsa settimana) mentre salgono ancora i focolai covid (161 questa settimana contro i 151 di quella precedente).
Ricoveri restano sorvegliati speciali
Per quanto riguarda i ricoveri, come detto salgono ancora i posti letto occupati in area medica che raggiungono il valore di 40,1% con un “sovraccarico”, mentre le terapie intensive sono al 18,5%. L’ISS ancora una volta evidenzia una “probabilità di una escalation nei prossimi 30 giorni della probabilità di superare le soglie di occupazione dei posti letto da 5 a 50% nelle terapie intensive e sopra il 50% in area medica.
Brusaferro “inizio stabilizzazione della curva, la crescita rallenta”
Dopo dodici settimane di crescita continua della trasmissibilità sui casi ricoverati in ospedale e dell’occupazione dei posti letto in terapia intensiva come ha confermato il presidente dell’ISS Silvio Brusaferro “Vediamo un inizio di stabilizzazione della curva ed un rallentamento dell’indice Rt rispetto alle settimane precedenti, pur nella difficoltà che le regioni hanno nel caricamento tempestivo dei dati legata al numero elevato di nuovi casi. Le curve mostrano comunque una crescita epidemica in rallentamento. L‘utilizzo dei servizi ospedalieri resta però importante ed è necessario non incrementare ulteriormente questo impegno. Sapendo che Omicron è largamente dominante, è fondamentale il rispetto rigoroso delle misure comportamentali e garantire la copertura vaccinale”.
“Ricoveri bimbi contenuti ma segnalati, importante vaccinarli”
“Negli ultimi 7 giorni vediamo che comincia una decrescita dei casi più marcata nella fascia 20-29 anni ma i casi rimangono in crescita nella fascia di età 0-9 anni. L’incidenza dei ricoveri in tale fascia è contenuta nei numeri ma i ricoveri ci sono e questo ci ricorda l’importanza della vaccinazione anche per i bambini” ha aggiunto il presidente dell’Istituto superiore di sanità che suoi vaccini aggiunge “in questa settimana sono cresciute le dosi booster, con gli over80 che hanno raggiunto ormai l’80% di vaccinati con terza dose. Si incrementa anche il numero di persone che hanno fatto la prima dose e tra gli over80 siamo arrivati al 96,4%. La fascia 20-29 anni ha superato il 92% e la fascia 12-19 ha superato l’83% sempre per la prima dose. Tra 5 e 11 anni è stato invece superato il 25% per le prime dosi. A fronte di questi risultati positivi c’è però ancora una parte di popolazione soprattutto tra 30 e 70 anni che non ha ancora fatto la prima dose”, ha concluso Brusaferro che rimarca “si conferma come la protezione vaccinale contro la malattia grave sia molto elevata laddove venga fatta anche la dose booster“



















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