Italia
Presidente della Repubblica: fumata nera e schede bianche. Voti per Lotito, Signorini e Amadeus
A conta oramai quasi conclusa prevalgono le schede bianche al primo scrutinio, come annunciato dai principali partiti di centrosinistra e centrodestra

ROMA – Come da previsione il primo scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica è un nulla di fatto. Sono prevalse le schede bianche (672 in totale), come annunciato dai principali partiti di centrosinistra e centrodestra che supera il quorum minimo richiesto. Alla fine 32 voti sono arrivati per Paolo Maddalena, giurista, magistrato e accademico italiano, 16 per il Presidente uscente Sergio Mattarella, 7 per il Ministro Marta Cartabia e il deputato Roberto Cassinelli e 6 per Silvio Berlusconi. Voti anche per Marco Cappato, Umberto Bossi, Gratteri, Ettore Rosato e Antonio Tasso.
Curiosità, come sempre accade per i voti a personaggi più o meno pubblici. Due voti per Alberto Angela e il presidente della Lazio Lotito, un voto a testa per Amadeus, Alfonso Signorini, Giuseppe Cruciani, Antonio Razzi e Bruno Vespa. Non c’è accordo tra le forze politiche che almeno oggi hanno avviato un dialogo, come conferma una nota congiunta Lega-Pd al termine dell’incontro tra Salvini e Letta. Il leader della Lega in mattinata ha incontrato anche Draghi. C’è il massimo riserbo sui risultati di questi colloqui ma tutti danno per scontato che bisognerà arrivare almeno alla quarta votazione – quando il quorum scenderà alla maggioranza assoluta – per immaginare un esito positivo. I protagonisti dei due schieramenti sono impegnati in un tourbillion di colloqui che segnalano la volontà di lasciarsi alle spalle il muro contro muro.
Alle 15.10 il Senatore Umberto Bossi è stato il primo ad essere chiamato e dare il via nell’Aula di Montecitorio la votazione del Parlamento in seduta comune chiamato ad eleggere il presidente della Repubblica: 1.008 elettori di cui 629 deputati, 321 senatori (compresi i senatori a vita) e i 58 delegati dai consigli regionali. Il primo scrutinio per l’elezione del Capo dello Stato si è tenuto regolarmente dalle ore 15 in poi ma senza intesa tra i partiti e con l’unica certezza: alle urne sono finite molte schede bianche. I grandi elettori sono stati divisi per fasce orarie e in ordine alfabetico, in gruppi di non più di cinquanta persone, in modo da permettere la sanificazione delle cabine e delle superfici tra un gruppo e l’altro. Il voto è iniziato con i senatori a vita, poi è toccato ai senatori, ai deputati e infine ai delegati regionali. Nei primi tre scrutini è richiesta la maggioranza di due terzi dell’assemblea, cioè 673 elettori su 1.009. Dal quarto scrutinio in poi, invece, basterà la maggioranza assoluta (la metà più uno dei Grandi elettori), pari a 505 elettori.


















Social