Italia
Covid, ogni contagiato si assenta un mese dal lavoro
L’Inail rende noto che oltre un quarto delle morti ovvero il 25,8% è avvenuto tra il personale sanitario e socio-assistenziale

ROMA – L’assenza media dal posto di lavoro di un infortunato da Covid-19 è di un mese. Lo comunica l’Inail in un report in cui per la prima volta riporta anche il dato delle infezioni di origine professionale riconosciute e indennizzate dall’inizio della pandemia alla data del 31 dicembre 2021. I contagi sul lavoro per il coronavirus segnalati all’Inail dall’inizio della pandemia al 31 dicembre scorso sono 191.046, pari a un sesto del totale delle denunce di infortunio pervenute da gennaio 2020 e al 3,1% del complesso dei contagiati nazionali comunicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss) alla stessa data.
I decessi sul lavoro da Covid segnalati all’Inail dall’inizio della pandemia sono 811, pari a un quarto degli infortuni sul lavoro con esito mortale denunciati da gennaio 2020, con un’incidenza dello 0,6% rispetto al complesso dei morti nazionali da Covid-19 comunicati dall’Iss alla stessa data. Lo rende noto l’Inail. Nel 2021 il calo dei casi mortali è stato del 57,2%. Oltre un quarto delle morti (25,8%) è avvenuto tra il personale sanitario e socio-assistenziale. La netta maggioranza dei decessi riguarda gli uomini (82,5%) tra 50-64 anni (71,0%), over 64 anni (18,6%) e 35-49 anni (9,8%), tra gli under 35 solo lo 0,6% dei morti.
Rispetto ai 797 rilevati dal monitoraggio mensile precedente, i casi mortali sono 14 in più, di cui solo uno avvenuto a dicembre e i restanti 13 riconducibili ai mesi precedenti (otto avvenuti nel 2021 e cinque nel 2020). Per i decessi la percentuale di riconoscimento da parte dell’Inail delle denunce si attesta provvisoriamente al 63%.
Prendendo in considerazione tutti i contagi sul lavoro, la quota delle donne sul totale dei casi denunciati è pari al 68,3% e la componente femminile, in particolare, supera quella maschile in tutte le regioni, a eccezione della Calabria, della Sicilia e della Campania, dove l’incidenza delle donne sul complesso delle infezioni di origine professionale è pari, rispettivamente, al 49,1%, al 46,1% e al 44,4%. Il dettaglio per classe di età mostra come il 42,3% del totale delle denunce riguardi la classe 50-64 anni, seguita dalle fasce 35-49 anni (36,6%), under 35 anni (19,2%) e over 64 anni (1,9%). Per la prima volta il report della Csa riporta anche il dato delle infezioni di origine professionale riconosciute e indennizzate dall’Inail dall’inizio della pandemia.
Al 31 dicembre 2021, l’83% di tutte le denunce è stato riconosciuto positivamente, generando nel 96% dei casi un indennizzo. Il 99% degli indennizzi sono inabilità temporanee, con le menomazioni permanenti pari allo 0,7% e le rendite a superstiti per casi mortali allo 0,3%.



















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