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Guarascio: “fatto l’impossibile per il Cosenza, non mollo”. Al Marulla lo striscione dei tifosi
Stamattina la conferenza stampa del patron del Cosenza davanti a tantissimi giornalisti. Poche le risposte e intanto al Marulla uno striscione affisso sulle cancellate mostra lo strappo ormai cronico con la tifoseria
RENDE – A distanza di un anno il presidente Eugenio Guarascio é tornato a parlare. Lo ha fatto in una conferenza stampa durata oltre un ora e quaranta, convocata in una Villa Fabiano affollata di giornalisti, nel corso della quale però, sono arrivate poche risposte rispetto al vero malessere dei tifosi. E mentre era in corso l’incontro con la stampa, i tifosi hanno affisso questo striscione (in basso) alle cancellate esterne dello stadio Marulla che fanno capire inequivocabilmente che non sembrano esserci margini per ricucire lo strappo tra loro e la società. I tifosi da tempo infatti chiedono che Guarascio lasci il Cosenza.

Tornando alla conferenza stampa, inevitabile non partire dall’attuale situazione sportiva, societaria e ambientale con una tifoseria oramai in aperta contestazione che dopo aver nuovamente dato fiducia a questa società ha abbandonato gli spalti e chiede le dimissioni del presidente. Su questo Guarascio spiega: “Cosenza e la serie B sono un patrimonio non di Eugenio Guarascio ma di tutta la città. Le offerte che sono arrivate per rilevare il club non si sono mai rilevate concrete. Io ho sempre detto che se c’è qualcuno davvero intenzionato a rilevare la società con fatti concreti sono pronto a lasciare. Credermi, per il Cosenza ho fatto l’impossibile per il Cosenza e salvare una categoria importante come la Serie B, ho sempre operato con correttezza. La riammissione al posto del Chievo ne é un esempio: i nostri conti e i bilanci sono in regola e ci hanno riammesso al campionato”. Guarascio non ha rivendicato alcun possesso della società ed a ha spiegato che i contatti avuti con altri gruppi imprenditoriali sono rimasti solo dei contatti, mentre la trattativa con i famigerati “russi” era solo un modo per farsi pubblicità, nulla di concreto.

“Se ho convocato questa conferenza a un anno di distanza dall’ultima, è perchè mi sono concentrato solo ed esclusivamente sui risultati sportivi da ottenere. Forse in questo ho sbagliato, ma se sono qui e per trovare insieme alla tifoseria, alla stampa, all’ambiente, una via d’uscita per mantenere la categoria e il patrimonio di un’intera comunità. Siamo partiti a fine agosto sapendo della riammissione a poche settimane dall’inizio della stagione – ha proseguito il patron rossoblu – ed era sotto gli occhi di tutti che la squadra allestita non fosse all’altezza ma abbiamo fatto quello che ci è stato consentito di fare in pochi giorni. Nel mercato di riparazione siamo intervenuti e abbiamo fatto acquisti importanti, perché dobbiamo fare di tutto per salvarci. Io non ho intenzione di mollare, anzi sono determinato ad andare avanti con maggiore forza e determinazione”.
Il nodo attaccanti e la programmazione
Sulla questione legata agli attaccanti e la cronica carenza di goal, Guarascio spiega: “c’è un evidente difficoltà a reperire attaccanti che mancano in Italia. Siamo andati all’estero e abbiamo preso due validi giovani che speriamo ci diano una mano”. Alla domanda sulla mancata programmazione lui ribatte: “Non é vero. Su una rosa di 31 giocatori attuali abbiamo anche elementi di proprietà, alcuni arrivati anche dal settore giovanile come Florenzi. Mi affido del Ds Goretti e sta lavorando bene. Quando si sono aperte le trattative di gennaio, siamo intervenuti con decisione. Non é vero che ci sono procuratori che non vogliono mandare i calciatori a Cosenza, forse qualcuno”. L’obiettivo ora è di “fare un girone di ritorno con almeno 27 punti. I calciatori devono andare in campo e lottare”.





















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