Area Urbana
Danno erariale. Assolti Occhiuto e gli ex assessori Succurro, Vizza, Mayerà e De Cicco
Assolti anche tre dirigenti comunali. Tutti erano accusato di danno erariale per alcune spese effettuate tra il 2011 e il 2015

COSENZA – I giudici della Corte dei Conti hanno ribaltato il verdetto di primo grado ed hanno assolto, in appello, l’ex Sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, gli ex assessori al Comune Bruzio Francesco De Cicco, Rosaria Succurro e Carmine Vizza e Nicola Mayerà e i dirigenti comunali dell’epoca Lucio Sconza, Giampiero Gargano e Ugo Dattis. Assolti anche anche tre funzionari comunali di quel periodo: Giampiero Gargano, Ugo Dattis e Lucio Sconza. Tutti erano accusati di danno erariale per una serie di spese effettuate tra il 2011 e il 2015, documentate da specifiche delibere. In particolare erano stati condannati nel 2020 dalla Conti dei Conti, sezione giurisdizionale per la Calabria, al risarcimento del danno con l’accusa di aver assunto collaboratori esterni nonostante il Comune si trovasse in una situazione di crisi finanziaria e di predissesto.
Su quelle delibere la Procura della Corte dei Conti aveva dato mandato di indagine al Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Cosenza. Nello specifico Occhiuto era stato condannato a pagare la somma di 262.868,46 euro; Rosaria Succurro, Carmine Vizza e Francesco De Cicco (tutti e tre assessori in carica) Luciano Vigna (ex assessore e attuale capo di gabinetto del presidente della Regione Jole Santelli) e Nicola Mayerà (ex assessore), Giampiero Gargano e Ugo Dattis al pagamento di 19.918,88 euro ciascuno. Lucio Sconza invece era stato condannato al pagamento 57.060,82, euro. La somma complessiva chiesta dall’accusa per il risarcimento del danno erariale era di circa 540mila euro. Nel mirino dei giudici calabresi era finito anche un aumento dello stipendio all’ex capo della segreteria di Occhiuto Giuseppe Cirò.
A far scaturire il danno erariale, in particolare, sarebbero state in particolare tre condotte ritenute all’epoca illegittime. In primo grado l’ex sindaco era stato condannato in particolare per avere impiegato il Capo di Gabinetto dell’epoca Carmine Potestio “per supportare il sindaco nell’attività di indirizzo politico-amministrativo per lo svolgimento di attività gestionali”, per avere assunto quattro collaboratori esterni nello staff del sindaco nonostante l’ente versasse in condizioni di crisi finanziaria conclamata e già ufficializzata, avere imputato al fondo risorse contrattazione integrativa decentrata dal 2010 ai 2017, per gli esercizi dal 2012 al 2015, una somma annua pari a 35mila euro quale indennità per “integrazione produttività dipendenti gabinetto Sindaco – Segreteria Sindaco”, voce non assimilabile alle previsioni contenute nel contratto decentrato anno 2006/2009 dell’ente. E’ stato impiegato e si è ingerito in attività amministrativa e gestionale – era scritto nella sentenza – impegnando finanche spese a carico del bilancio dell’ente infatti, nel periodo dal 08/2011 – 08/2014, adottava ben 79 determinazioni dirigenziali aventi tutte natura e contenuto squisitamente gestionale”.
La Succurro “sempre certi della correttezza del nostro operato”
«Siamo stati sempre certi della correttezza del nostro operato. Ci siamo difesi nel processo ed abbiamo sempre avuto fiducia nella magistratura, che ora ha certificato la regolarità dei nostri comportamenti, rispettosi della legge e dei princìpi di buona amministrazione». «Cade così – rimarca l’attuale sindaca di San Giovanni in Fiore – l’ennesimo argomento pretestuoso utilizzato da alcuni avversari, specie nell’ultima campagna elettorale per le Comunali di San Giovanni in Fiore, al fine di screditarmi sul piano politico. Resto convinta che paghino sempre il silenzio rispetto ai tentativi politici di delegittimazione, l’impegno quotidiano, la vicinanza costante ai cittadini e l’esercizio del diritto di difesa. La politica – conclude Succurro – deve tornare a parlare di problemi e soluzioni, deve uscire dagli ambienti del pettegolezzo, dei processi sui social e delle cattiverie gratuite. La Calabria merita una classe dirigente all’altezza delle grandi sfide contemporanee, capace di programmazione, confronto e lungimiranza».



















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