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Abusi sessuali su oltre 63 pazienti, arrestato medico dell’Asp. Si era finto ginecologo

Calabria

Abusi sessuali su oltre 63 pazienti, arrestato medico dell’Asp. Si era finto ginecologo

Col pretesto di effettuare visite mediche avrebbe indotto le donne a compiere atti sessuali. L’arresto dopo la denuncia di una 20enne

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Finto Ginecologo

CATANZARO – Sono stati i carabinieri di Soverato, in esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere e ad un decreto di sequestro preventivo di dispositivi elettronici, a mettere le manette ad un medico, dipendente dell’ASP di Catanzaro, in servizio presso l’ospedale di Soverato. Pesantissime le accuse nei suoi confronti: violenza sessuale, pornografia minorile, interferenze illecite nella vita privata e truffa in danno di oltre 63 vittime, tra cui una minorenne. Il medico, che é sposato e non ha figli, secondo l’accusa metteva in atto direttamente le violenze sessuali o costringeva le vittime a compiere atti sessuali fingendosi un ginecologo (qualifica mai ottenuta).

Inchiesta partita dalla denuncia di una 20enne

Le indagini che hanno portato all’arresto del falso ginecologo sono state avviate dai carabinieri della Compagnia di Soverato, al comando del capitano Marco Colì, sulla base di una denuncia presentata da una ragazza di 20 anni, che é stata l’unica delle vittime delle violenze sessuali che ha avuto il coraggio di presentarsi ai carabinieri ed esporre quanto le era accaduto. Il falso ginecologo attuava direttamente le violenze sessuali o induceva le vittime a compiere atti sessuali. Le violenze sessuali sarebbero avvenute nello studio del medico a Soverato. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal G.i.p. presso il Tribunale di Catanzaro su richiesta della stessa Procura. Nessun’altra delle donne sulle quali il cinquantenne avrebbe concentrato le sue attenzioni lo ha fatto.

C’é da dire, inoltre, che la quasi totalità delle vittime, molte delle quali residenti in centri minori del comprensorio di Soverato ed anche altrove, potrebbero essere state indotte a non denunciare per il timore di essere messe all’indice nei piccoli ambienti in cui vivono o lavorano. Un’ulteriore offesa ai danni di persone ingannate da un medico nei confronti del quale avevano riposto la loro fiducia nella speranza di risolvere loro problemi, anche seri, come l’infertilità. I militari, dopo avere ricevuto la denuncia dalla ventenne, hanno fatto i loro accertamenti, appurandone la veridicità, ed hanno trasmesso un’informativa di reato alla Procura della Repubblica. Da qui alla richiesta al Gip di emettere l’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del professionista il passo é stato breve. L’indagine, condotta dal Nucleo operativo radiomobile di Soverato, si è svolta nel lasso temporale che va da giugno 2021 ad oggi.  L’ipotesi – secondo la ricostruzione delle Forze dell’Ordine – è che il sanitario, traendo in inganno le giovani donne sulla propria qualifica di ginecologo (specializzazione che non aveva mai conseguito) col pretesto di effettuare visite mediche, compiva sulle stesse atti sessuali o le induceva a compiere atti sessuali con l’uso di oggetti di forma fallica.

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Il medico videoregistrava anche gli atti sessuali

Oltre al pagamento del corrispettivo per l’attività “professionale” svolta, attraverso l’utilizzo di una telecamera si sarebbe procurato indebitamente i video della visita delle pazienti, che provvedeva poi a memorizzare e a conservare, in forma criptata, su propri dispositivi elettronici.

Le vittime potrebbero essere di più

Al cardiologo i militari hanno sequestrato alcuni telefoni cellullari e computer. Le vittime delle violenze sono state identificate grazie alle immagini riprese dalla telecamera installata nello studio del professionista, ma potrebbero essere di più perché alcune delle immagini registrate sono poco chiare e non hanno consentito, di conseguenza, di individuare le donne oggetto delle attenzioni illecite del falso ginecologo Il medico nei prossimi giorni sarà sentito dal Gip che ha emesso il provvedimento restrittivo, in presenza del suo legale di fiducia, per l’interrogatorio di garanzia. Nel corso quale non è escluso che possa avvalersi della facoltà di non rispondere. In quel caso, sarà successivamente interrogato dal sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, la quale – sottolineano gli investigatori – è basata su un solido impianto accusatorio, fatto di riscontri e dati di prova oggettivi che sono emersi a carico dell’uomo nel corso delle indagini.

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