Calabria
I fratelli Perri e l’impero sotto sequestro in Calabria. Lamorgese soddisfatta “avanti così”
Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, si complimenta con la guardia di Finanza per il sequestro di beni a tre imprenditori di Lamezia Terme

LAMEZIA TERME – Soldi, una montagna di soldi. Ammonta ad oltre 800 milioni di euro il valore dei beni sequestrati dal Nucleo di polizia economica e finanziaria di Catanzaro della Guardia di finanza, con la collaborazione dello Scico, a tre fratelli imprenditori di Lamezia Terme, Francesco, Pasqualino e Marcello Perri. Tra i beni sequestrati ai fratelli Perri c’é il centro commerciale “Due Mari”, il più grande della Calabria, ubicato a Maida, tra Lamezia Terme e Catanzaro e con un volume d’affari particolarmente elevato. Oltre al centro commerciale, ai fratelli Perri sono stati sequestrati 19 ipermercati, concessionarie di auto e moto, le loro quote in 34 società comprese la squadra di calcio “Vigor Lamezia srl” e la ‘Pallavolo Lamezia’, una quarantina di veicoli, tra cui una Ferrari, e rapporti bancari intestati agli stessi imprenditori ed a loro familiari. Nell’elenco dei beni sequestrati figurano, inoltre, 26 fabbricati, due ville di lusso e 42 terreni. Il provvedimento di sequestro é stato emesso dall’Ufficio misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Dda.
ll “Due Mari”, comunque, malgrado il sequestro finalizzato all’applicazione della confisca, prevista dal Codice antimafia, continuerà a restare aperto. La gestione della struttura, infatti, sarà garantita da un amministratore giudiziario che é stato nominato dal Tribunale di Catanzaro. E la stessa procedura sarà seguita per tutte le altre attività imprenditoriali e commerciali di proprietà dei fratelli Perri che sono state sequestrate. Le indagini che hanno portato al sequestro riguardano le vicende patrimoniali e imprenditoriali della famiglia Perri e si sono avvalse anche delle risultanze dell’inchiesta “Andromeda”, condotta sempre dalla Dda di Catanzaro. Il procedimento, tuttora pendente, riguarda anche uno dei fratelli Perri (non é stato precisato dagli investigatori quale dei tre), al quale è contestato il reato di concorso esterno in associazione mafiosa.
Il padre dei fratelli Perri, ucciso in un agguato mafioso
Non é la prima volta, peraltro, che il centro commerciale “Due Mari” é al centro della cronache giudiziarie. Il padre dei fratelli Perri, Antonio, noto per le sue vaste attività imprenditoriali, fu ucciso, quando aveva 71 anni, in un agguato di stampo mafioso a Lamezia Terme il 10 marzo del 2003. Perri venne assassinato da due persone armate di pistole mentre si trovava in una struttura commerciale di sua proprietà. Gli assassini entrarono a viso scoperto nella struttura e, dopo avere riferito ad un dipendente di avere necessità di parlare con Perri, che in quel momento si trovava nel suo ufficio, spararono contro l’imprenditore quando se lo trovarono di fronte. Quando fu ucciso, Antonio Perri si accingeva ad aprire il centro commerciale “Due Mari”, per la realizzazione del quale, secondo quanto é emerso dalle indagini, ci sarebbe stato l’interesse da parte di alcune cosche di ‘ndrangheta di Lamezia Terme. E la presunta vicinanza di Antonio Perri ad ambienti mafiosi avrebbe rappresentato uno degli elementi che hanno caratterizzato le indagini che hanno portato, adesso, al sequestro del centro commerciale “Due Mari”.
Lamorgese “sequestro, segnale concreto dell’azione dello Stato”
“Colpire le organizzazioni criminali attraverso il sequestro e la confisca dei patrimoni illecitamente accumulati è fondamentale per contrastare efficacemente la pressione malavitosa sull’economia dei territori e respingere i tentativi di infiltrare il tessuto sociale”. Lo ha affermato il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, con riferimento al sequestro di beni per oltre 800 milioni di euro a tre imprenditori di Lamezia Terme eseguito dalla Guardia di Finanza, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.
La titolare del Viminale – si legge in una nota -, nell’esprimere il suo apprezzamento per l’elevata capacità investigativa ed operativa delle donne e degli uomini della Guardia di Finanza, ha sottolineato come “l’ingente patrimonio immobiliare e mobiliare sottratto al circuito criminale con l’operazione di oggi rappresenti un segnale concreto dell’azione dello Stato contro la forza pervasiva della ‘ndrangheta che, attraverso i suoi investimenti, cerca di acquisire il consenso sociale e rafforzare la sua presenza”.
Società calcistica Vigor 1919 “estranei a vicenda”
“In relazione all’operazione Mare Magnum, eseguita questa mattina da parte della Guardia di Finanza, la Vigor 1919, società attualmente militante nel campionato di Prima Categoria, sottolinea la propria estraneità dalla Vigor Lamezia Srl, le cui quote appartenenti agli indagati sono state oggetto di sequestro”. E’ quanto si afferma in una nota della società calcistica Vigor 1919 di Lamezia Terme.



















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