Italia
Autotrasportatori, è rivolta! Le Regioni “subito un tavolo o non arriveranno più merci”
Molti gli autotrasportatori che autonomamente hanno deciso di attuare azioni di protesta. Le Regioni “non circolano più merci”

COSENZA -Ancora blocchi e tir a rilento, con furgoni e mezzi fermi su diverse autostrade del Sud. Ma sul terzo giorno consecutivo di proteste contro il caro carburante ora – dopo l’invasione russa in Ucraina, considerata ‘il granaio d’Europa’ – irrompono anche i rischi di altre tensioni per il possibile nuovo aumento dei prezzi sul fronte settore energetico e del rifornimento oltre ai timori di paralisi per il comparto agroalimentare, dalla frutta alla pasta. Tanto che la stessa Conferenza delle Regioni chiede compatta un confronto con il Governo per affrontare la questione prima che gli scaffali dei negozi restino senza merci (cosa per altro che sta già accadendo in particolar modo nelle Regioni del Mezzogiorno)
In tutta Italia sono proseguite le proteste degli autotrasportatori. In Calabria una trentina di loro ha attuato un sit-in nei pressi dello svicolo autostradale di Gioia Tauro mentre, analoga iniziativa con un’altra quindicina di partecipanti, è stata organizzata anche allo svincolo di Rosarno da dove i due gruppi si sono poi uniti per raggiungere assieme la città di Palmi. Salendo più su, protesta anche lungo la Statale 280 tra Lamezia Terme e Catanzaro. I partecipanti non hanno escluso, anche dopo il nulla di fatto a conclusione dell’incontro che i rappresentanti della categoria hanno avuto ieri con il viceministro alle infrastrutture e alla mobilità sostenibile Teresa Bellanova, di inasprire la protesta attuando il blocco delle forniture di beni e servizi in tutto il Paese.
Al Ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibili è stato convocato un tavolo autotrasporto per affrontare l’emergenza costi carburante. La viceministra Teresa Bellanova ha evidenziato che “il confronto sull’emergenza autotrasporto e sulle regole è permanente. Il nostro obiettivo è arrivare a soluzioni soddisfacenti per tutte le parti. Siamo al lavoro per dare risposte concrete e immediate. Per questo ho convocato nel pomeriggio il Tavolo Autotrasporto”. Bellanova spiega che il governo è al lavoro “perché nel Decreto energia vi siano norme utili per il settore”.
L’allarme delle Regioni “non circolano più merci”
Intanto arriva l’allarme delle Regioni e sui possibili effetti sul perdurare dei blocchi “La situazione che si sta determinando a seguito dell’aumento delle tariffe dell’energia elettrica e del rincaro dei carburanti sta diventando preoccupante anche in relazione alle proteste degli autotrasportatori. C’è il rischio di possibili blocchi di approvvigionamento e di circolazione delle merci, in particolar modo nelle Regioni del Mezzogiorno. Per questo motivo chiediamo che il Governo attivi al più presto su questi temi un tavolo di confronto con le Regioni coinvolte”.
Confartigianato Calabria Trasporti: “Il settore è in ginocchio”
Come detto anche gli autotrasportatori calabresi sono in fermento, come in tutta Italia, per avere le risposte dal Governo ai tanti problemi della categoria. Confartigianato Calabria Trasporti rileva come “il settore, nell’ultimo anno, ha dovuto fronteggiare i rincari del gasolio con un aumento del 20,7%, con un impatto di maggiori costi, a livello nazionale, pari a 535 milioni di euro per le micro e piccole imprese dell’autotrasporto merci. Una batosta che si scarica interamente sui margini di profitto e sul valore aggiunto aziendale, considerato che i prezzi alla produzione nel trasporto merci, al terzo trimestre 2021, sono in calo dell’1,2% rispetto ad un anno prima. Proseguirà dunque ad oltranza – informano – il confronto tra UNATRAS, il coordinamento delle maggiori associazioni dell’autotrasporto in Italia guidato dal Presidente di Confartigianato Trasporti Amedeo Genedani, con il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, con la viceministra Teresa Bellanova, che ancora non ha prodotto i risultati tangibili che ci si aspetta. Nelle scorse settimane – prosegue la nota di Confartigianato Calabria Trasporti – si sono susseguiti molti incontri tra le imprese del settore per valutare le possibili azioni. Molti gli autotrasportatori che autonomamente hanno deciso di attuare azioni di protesta in Italia e da oggi anche in Calabria. Siamo in una situazione di emergenza ed è giusto che il Governo la riconosca come tale e trovi le giuste soluzioni senza ulteriori inasprimenti degli animi”. Confartigianato, attraverso il presidente nazionale di Confartigianato Trasporti Genedani, riconferma la propria disponibilità a proseguire il confronto con le istituzioni, tenendo aperto il dialogo con le imprese per individuare le iniziative più efficaci e opportune per raggiungere le soluzioni auspicate dalla categoria e non esclude il ricorso al fermo nazionale dei servizi, ma sempre nel rispetto delle regole e dei codici di autoregolamentazione”.
Dopo l’annuncio dell’azienda italiana di pasta La Molisana, che aveva già deciso il fermo della produzione, “nessun prodotto agroalimentare proveniente dalla Sicilia e dalla Puglia è arrivato oggi al Centro Agroalimentare Roma, il più grande Mercato d’Italia, e sono a disposizione prodotti in arrivo dalla Spagna, insufficienti a soddisfare l’intera domanda. Ciò porterà ad un ulteriore incremento dei costi”, fa sapere il Car di Roma. “Gli agricoltori dovranno continuare a raccogliere i prodotti nei prossimi giorni, anche se non riusciranno a distribuirli. Allo stesso tempo la merce già raccolta e rimasta bloccata per lo sciopero, sarà destinata solamente ai mercati vicini e non alla grande distribuzione. I consumatori dovranno rinunciare ai prodotti italiani che arrivano dal Sud dell’Italia come ad esempio l’arancia”, avverte la direzione del Car.
E Vincenzo Divella, l’amministratore delegato dell’omonimo pastificio, annuncia: “sabato fermiamo gli impianti, non consegniamo più semole e cruscami, abbiamo i silos pieni e non sappiamo dove mettere la produzione. I nostri tir, che potrebbero essere bloccati dai manifestanti, per il momento non lasceranno lo stabilimento. Dalla prossima settimana, invece, potrebbe cominciare a mancare qualche prodotto fresco dagli scaffali dei supermercati – aggiunge -. Per questo serve che il governo elimini alcune accise sul gasolio affinché si torni ai prezzi di prima si fermi la protesta. Del resto anche altri fornitori, come il gruppo Casillo, non ci sta consegnando la semola”.
C’è poi un problema legato agli approvvigionamenti del grano, legato proprio allo scoppio della guerra in Ucraina. “La Russia è il principale rifornitore del grano altamente proteico (quello macinato per produrre farina per le pasticcerie) perché è lì che si coltiva. Ma ora le navi non potranno giungere nel Mar Nero per far arrivare i carichi. Tanto che il grano tenero in poche ore è già aumentato del 12-13%”, spiega Divella. Un altro Sos arriva da Confindustria Puglia: “in molti molini, pastifici e industrie casearie del Barese da lunedì la produzione è ferma o va a singhiozzo. I molini sono sovraccarichi perché non riescono a consegnare la semola. Di conseguenza i pastifici non ricevono la materia prima e sospendono alcune linee di produzione. L’industria più danneggiata è quella di alimenti freschi, come i latticini o i mangimi per animali, che non possono restare a lungo invenduti senza deteriorarsi”.
Alleanza Coop a Patuanelli “intervenire subito, scaffali giù vuoti”
“Gli effetti del blocco dei trasporti si ripercuoteranno presto sui consumatori: stanno già arrivando segnalazioni di carenza di prodotti alimentari sugli scaffali o nei mercati. Ho scritto una lettera al Ministro Patuanelli per sollecitare un rapido intervento del Governo affinché siano adottate le misure più opportune ed efficaci per porre fine a questa drammatica situazione”. Così Giorgio Mercuri, presidente di Alleanza Cooperative Agroalimentari interviene sulla difficile situazione venutasi a creare con la protesta contro il caro carburanti messa in atto dagli autotrasportatori, che sta creando “un ulteriore ostacolo per le nostre imprese, già duramente colpite dai rincari delle materie prime e dei costi energetici, rendendo ancora più complessa e difficile la sopravvivenza quotidiana delle nostre imprese”. “Prodotti freschi e deperibili, come latte, carni, frutta e verdura – scrive Mercuri – restano oggi fermi o non raggiungono la loro destinazione e sono già irrimediabilmente perduti, con grave danno per il comparto agroalimentare. Siamo in presenza di una situazione che neppure durante il periodo di lockdown si era mai verificata e che mette a rischio il normale approvvigionamento alimentare. La protesta -avverte – sta degenerando con ripercussioni per tutti, imprese e consumatori”.



















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