Provincia
Uccise lo zio a colpi di pistola a Paterno. Presta condannato a 12 anni in appello
Salvatore Presta, reo confesso, uccise suo zio Angelo Presta sparandogli cinque colpi di pistola in un terreno a Paterno Calabro

CATANZARO – Salvatore Presta, il 36enne autore dell’omicidio dello zio Angelo Prestia, avvenuto nelle campagne di Paterno Calabro l’8 aprile nel 2019, è stato condannato a 12 anni di carcere dalla Corte d’assise d’appello di Catanzaro che ha dunque ridotto di due anni la pena, rispetto alla condanna nella sentenza di primo grado con rito abbreviato, inflitta dal gup del Tribunale di Cosenza Manuela Gallo. Anche nel processo d’appello è stata esclusa l’aggravante della premeditazione e dei futili motivi, mentre sono state concesse le attenuanti generiche.
Salvatore Presta, reo confesso, difeso dall’avvocata Rossana Cribari, uccise suo zio Angelo Presta, 54 anni, sparandogli contro cinque colpi di pistola in un terreno a Paterno Calabro. I due erano soci di un’azienda di legname. Subito dopo l’omicidio Salvatore Presta e costituì subito ai carabinieri di Dipignano. Dalle dichiarazioni autoaccusatorie rilasciate dal nipote della vittima furono ricostruite le sue responsabilità penali dello stesso. I due si diedero appuntamento in una campagna di Paterno nella avevano operato un disboscamento. Il diverbio sarebbe iniziato nella mattinata, scatenato da futili motivi. Secondo quanto reso nelle dichiarazioni, lo zio lo avrebbe minacciato brandendo un’ascia. A questo punto il 36enne sarebbe salito in macchina per allontanarsi, ma lo zio gli avrebbe impedito di lasciare il terreno. A questo punto Salvatore impugnò la pistola, regolarmente detenuta da suo zio per uso sportivo, dal portaoggetti, esplodendo i colpi di arma da fuoco contro la vittima.




















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