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Caso rifiuti – Il Nord avanti per il trattamento mentre il Sud li “esporta”

Italia

Caso rifiuti – Il Nord avanti per il trattamento mentre il Sud li “esporta”

Emerge dai dati Ispra. La distribuzione geografica non è omogenea tra le Regioni in termini di numerosità, capacità autorizzata e scelte tecnologiche

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COSENZA – Il nord Italia ha un ciclo integrato dei rifiuti che grazie a un parco impiantistico sviluppato riduce in modo significativo l’utilizzo della discarica mentre quote considerevoli di rifiuti prodotte nelle aree del centro e nel Mezzogiorno vengono trattate in impianti localizzati in altre aree, soprattutto nell’Italia settentrionale. Emerge dai dati Ispra ricordati in occasione della presentazione del Programma Nazionale per la Gestione dei Rifiuti. Gli impianti di gestione dei rifiuti urbani operativi in Italia sono 673 di cui 359 dedicati al trattamento della frazione organica della raccolta differenziata (293 impianti di compostaggio, 43 per il trattamento integrato aerobico/anaerobico e 23 di digestione anaerobica), 132 sono impianti per il trattamento meccanico o meccanico biologico, 131 sono impianti di discarica a cui si aggiungono 37 impianti di incenerimento e 14 impianti industriali che effettuano il coincenerimento dei rifiuti urbani.

La distribuzione geografica non è omogenea tra le Regioni in termini di numerosità, capacità autorizzata e scelte tecnologiche, ricorda l’Ispra. Circa il 65% della complessiva capacità di trattamento autorizzata per gli impianti di recupero della frazione organica biodegradabile è operativa al Nord dove c’è anche il 70% degli inceneritori. Quote considerevoli di rifiuti del centro e del Mezzogiorno vengono trattate soprattutto al nord, quindi “non coerentemente con i principi di auto contenimento territoriale o prossimità dettati dagli indirizzi normativi e delle buone pratiche”. Per lo smaltimento in discarica in Lombardia è ridotto al 4% dei rifiuti prodotti, in Friuli-Venezia Giulia all’8%, in Trentino-Alto Adige al 11% e in Veneto al 14%. Nelle stesse regioni la raccolta differenziata è pari rispettivamente al 72%, 67,2%, 73,1% e 74,7% e consistenti quote di rifiuti vengono trattate in impianti di incenerimento con recupero di energia.

Il trattamento della frazione organica della raccolta differenziata (umido + verde) tra il 2018 ed il 2019, secondo i dati Ispra, passa da 6,3 milioni di tonnellate a quasi 6,4 milioni (+0,8%). Negli impianti di compostaggio sono trattati 3,1 milioni di tonnellate di frazione organica, circa 2,9 milioni di tonnellate sono trattati in impianti integrati aerobico/anaerobico, mentre circa 328mila tonnellate sono avviate in impianti di digestione anaerobica. L’incenerimento evidenzia un incremento dell’1,4% tra il 2018 ed il 2019: il 70,7% dei rifiuti viene trattato al Nord, il 10,3% al Centro e il 19% al Sud.

Lo smaltimento in discarica nel 2019 ha interessato quasi 6,3 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, -3,3% sul 2018, con un incremento solo al Centro (+19,4%) pari, in termini assoluti a circa 311mila tonnellate di rifiuti; il Nord non fa registrare variazioni significative (-0,9%), mentre si riduce il ricorso alla discarica al Sud (-15,2%) anche grazie ai miglioramenti della raccolta differenziata. La pratica del compostaggio domestico, nel 2019, sfiora le 267mila tonnellate a livello nazionale, mostrando un incremento del 12,7% nell’ultimo anno. Le regioni che contribuiscono in maniera sostanziale a questo risultato sono Toscana, Veneto e Piemonte. Per quanto riguarda i rifiuti speciali, in Italia sono gestite 164,5 milioni di tonnellate, di cui 154,7 milioni di tonnellate (94%) sono non pericolosi e i restanti 9,8 milioni di tonnellate (6%) sono pericolosi. Rispetto al 2018, aumenta del 7,8%, il quantitativo complessivamente gestito; in particolare, spiega l’Ispra, le quantità avviate a operazioni di recupero aumentano del 9,6%, quelle avviate a smaltimento dell’1,3%. Il recupero di materia è la forma di gestione predominante, con il 68,9% (113,3 milioni di tonnellate), seguono con il 10,9% (17,9 milioni di tonnellate) le altre operazioni di smaltimento e, con il 7,3% (12 milioni di tonnellate) la discarica.

Gli impianti di gestione dei rifiuti speciali operativi sono 10.839 di cui 6.152 al Nord, 1.980 al Centro e 2.707 al Sud. In particolare, nel 2019, gli impianti di recupero di materia costituiscono il 42,6% della dotazione impiantistica nazionale. Un numero relativamente alto è quello degli impianti dedicati esclusivamente allo stoccaggio dei rifiuti in attesa di essere sottoposti a successive operazioni di recupero/smaltimento, corrispondenti a 1.756 impianti (16,2% del totale). Gli impianti di autodemolizione rappresentano il 13,5%, mentre gli impianti industriali che effettuano il recupero di materia all’interno del proprio ciclo produttivo sono 1.303 (12%).

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