Calabria
Villette abusive sullo Ionio: 68 persone citate in giudizio. Tra loro anche una 97enne
L’inchiesta sull’abusivismo edilizio che ha interessato Caminia di Stalettì, la nota località turistica dello Ionio catanzarese

CATANZARO – Sessantotto persone indagate dovranno comparire davanti il Tribunale di Catanzaro, nell’inchiesta firmata due anni fa da Nicola Gratteri, dall’aggiunto Giancarlo Novelli e dal sostituto Graziella Viscomi, sull‘abusivismo edilizio e che ha interessato Caminia di Stalettì, la nota località turistica dello Ionio catanzarese. Inchiesta che portò anche al sequestro di decine di villette in riva al mare. A chiedere il processo il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Graziella Viscomi con accuse a vario titolo che vanno dall’abusiva occupazione di spazio demaniale all’inosservanza di limiti alla proprietà privata, dall’ abusivo utilizzo della autorizzazione alla navigazione temporanea, invasione di terreni o edifici. Tra le persone che dovranno comparire davanti al tribunale il 3 luglio del prossimo anno, figurano sette ultranovantenni.
Secondo l’accusa, sul demanio marittimo a Caminia di Stalettì, le villette sorgevano a ridosso dell’arenile. “Un ecomostro diffuso che, nonostante sollecitazioni giudiziarie extrapenali e penali meno invasive, continua ad ergersi sul demanio deturpando il paesaggio, impedendo l’uso pubblico dell’area, rivendicando, quasi arrogantemente, il diritto all’impunità” scrivevano i pm della Procura di Catanzaro. L’area interessata dall’occupazione degli immobili è collocata in una fascia di terra compresa tra la spiaggia e la sede della linea ferroviaria Taranto-Reggio Calabria, per una estensione complessiva di circa 5.700 mq. Un’area che in passato era stata di proprietà del Comune di Stalettì, ma che nel 1876 era divenuta proprietà demaniale a seguito di un provvedimento di esproprio da parte dell’allora Società delle Strade Ferrate per il Mediterraneo, che aveva acquisito tutta quella fascia a ridosso del mare necessaria per la realizzazione dell’attuale linea ferroviaria. A partire soprattutto dalla fine degli anni ’60, quella superficie demaniale, complice la particolare bellezza del luogo e la sua vocazione turistica, è stata interessata dalla costruzione di 61 manufatti abitativi destinate soprattutto a seconde case per la villeggiatura estiva. Ai proprietari, indagati dalla Procura di Catanzaro per il reato di occupazione del demanio marittimo, era stato notificata anche un ordinanza di sgombero.


















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