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Il mega concorso nelle scuole è una debacle: il 90% bocciato. E ora i posti vacanti?

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Il mega concorso nelle scuole è una debacle: il 90% bocciato. E ora i posti vacanti?

Un vero e proprio problema visto che di questo passo la maggior parte dei posti messi a disposizione resteranno vacanti

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Classe scuola 4

COSENZA – Una vera e propria sfilza di bocciati con le immancabili e inevitabili polemiche. L’atteso concorso per le scuole a cui stanno partecipando circa 500mila persone e che mette a disposizione, su base regionale, la copertura di complessivi 25.000 posti comuni e di sostegno autorizzati nella scuola secondaria di primo e secondo grado (in Calabria sono 431 nella scuola secondaria di I grado e 506 in quella di II grado), si sarebbe rilevato un vero e proprio stillicidio con una percentuale “monst” di bocciati: dall’80% fino a punte del 90%. Sul banco degli imputati è finito il super quiz preparato dal ministero dell’Istruzione che, per accelerare i tempi, ha sostituito il classico compito scritto. Moltissime sono le lamentele e forte la delusione di chi insegna da tempo e non è riuscito a superare la prova. Il concorso si sta svolgendo in centinaia di sedi in tutta Italia, con la prova scritta da cinquanta quesiti a risposta multipla (10 di questi con accertamento delle competenze linguistiche e informatiche) a cui rispondere in cento minuti. Una vera e propria ghigliottina per ridurre al massimo il numero degli ammessi all’orale che ha avuto l’effetto contrario.

“L’applicazione anche ai docenti di una procedura che prevede, come per qualsiasi lavoratore del settore pubblico, il superamento di un quiz a risposta multipla non può che lasciare perplessi, anche per il taglio delle domande proposte talvolta con percentuali di bocciati pari al 90%”,  ha detto un perplesso il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso della Lega. Ci sono infatti commissioni che hanno fatto registrare zero ammessi e moltissime non più del 5%. Un vero e proprio problema visto che di questo passo la maggior parete dei posti  messi a disposizione nel concorso resteranno vacanti acuendo ancora di più il problema del precariato anche in considerazione che questo concorso era stato bandito nel 2017 ed espletato solo quest’anno.

È normale che si comunichi ai concorrenti il risultato finale, senza mostrare o inviare copia con segnalazione degli errori?” chiede il responsabile nazionale scuola di Sinistra Italiana Giuseppe Buondonno che si domanda anche “quali particolari conoscenze e capacità didattiche possono essere verificate da questi quiz. Cosa testiamo, chi ha fortuna e chi no? Selezioniamo giocatori d’azzardo? Conosco alcune delle colleghe e dei colleghi che non hanno superato i test; alcuni insegnano, precariamente, da poco, altri – prosegue – da diversi anni, ma posso assicurare che affidereste alla maggioranza di loro la formazione dei vostri figli (e, in verità, già lo fate e continuerete a farlo, ma ancora da precari”.

Sindacati sul piede di guerra “test a crocette un fallimento del nozionismo”

Critiche e perplessità arrivano anche dai sindacati. Secondo la Flc Cgil, il boom dei bocciati al concorso è un “fallimento del nozionismo” e per questo è necessaria una discussione sulla riforma del reclutamento. Il sindacato Anief racconta che una delle «migliori» performance si è raggiunta in Puglia, dove per la classe di concorso di Inglese – AB24 e AB25 – ha superato la prova un quarto dei partecipanti; sempre in Puglia, è esemplare quello che è accaduto con la A022 (Italiano, Storia, Geografia nella scuola secondaria di primo grado), con la prova computer based superata soltanto da 87 aspiranti docenti su circa 2.300 candidati, con appena il 3,7% di partecipanti allo scritto che potrà svolgere l’orale. “Quello che sta accadendo è la conferma che i concorsi, ordinari e straordinari fanno acqua da tutte le parti. Se si organizza una procedura concorsuale ordinaria per assumere oltre 30mila docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, anche di sostegno, e poi selezionarne all’orale meno del 10%, c’è qualcosa che non va” spiga Marcello Pacifico che guida Anief. Ora i precari che non ce l’hanno fatta guardano al prossimo concorso.

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