Calabria
Covid, in Calabria nell’ultima settimana segnali di inversione. Il report
Dopo il picco del mese di Marzo, nell’ultima settimana di marzo prima inversione dei dati, che dovrà trovare conferma nelle prossime settimane

COSENZA – Nella settimana oggetto di monitoraggio, pur rimanendo su numeri ancora elevati, si registra in Calabria, la diminuzione del valore degli indicatori “numero assoluto dei nuovi casi” ed “incidenza settimanale per 100.000 abitanti” rispetto al dato della settimana precedente, con un tasso di positività in leggero calo, pur con l’aumento del numero complessivo dei test eseguiti. Le curve di questi due indicatori, dopo aver mostrato un andamento in crescita nella restante parte del mese, nell’ultima settimana di marzo registrano una prima inversione, che dovrà trovare conferma nelle prossime settimane. Sono le indicazioni pubblicate nel nuovo report epidemiologico del dipartimento Salute della Regione. Il valore cumulato dei nuovi casi confermati della settimana, pari a 20.607, in calo rispetto alla settimana scorsa nella quale si erano registrati 21608 nuovi casi settimanali. Si tratta del -4,6 %, pur in presenza del lieve incremento nel numero di test eseguiti. In lieve calo anche il tasso di positività sul totale dei tamponi effettuati. Rispetto al valore della settimana precedente, si raggiunge il 22,3% di positività, circa -1,5% in meno.
Cala l’incidenza
Riguardo l’incidenza settimanale ogni 100.000 abitanti, alla data del 27 marzo 2022, si è attestato sul valore di 1097,4 casi, in calo rispetto al dato della settimana precedente. La rilevazione al 31 marzo restituisce un valore pari a 983,6 in ulteriore discesa. L’analisi del dato di incidenza settimanale a livello provinciale, questa settimana, riporta valori sostanzialmente stabili in tutte le aree, tranne Reggio Calabria, in cui l’incidenza si riduce sensibilmente. Tre delle cinque province, rimangono sopra il valore 1.000 casi in termini di incidenza settimanale per 100.000 abitanti. Anche negli ultimi 7 giorni i maggiori valori di incidenza si osservano nelle fasce di età inferiori ai 19 anni, in particolare quella che va dai 12 ai 19 anni, sebbene si registri una riduzione rispetto alla settimana precedente. L’aumento interessa le fasce superiori ai 60 anni (60-79 e oltre gli 80 anni). Anche se in tutte le regioni si rileva un incremento dei soggetti attualmente positivi, la Calabria continua a registrarne un numero che, rapportato ai casi totali rilevati dall’inizio della pandemia, assume valori percentuali decisamente superiore ai valori medi nazionali. Al 30 marzo tale dato è il più elevato d’Italia.
Crescono i tamponi eseguiti
Nell’ultima settimana di osservazione (21 – 27 marzo), in 4 delle 5 province si registra un incremento di test eseguiti dal 2 al 6% in più rispetto alla settimana precedente. Il numero di nuovi casi conseguente si incrementa però di valori che vanno dal 3% al 7%. Nella provincia di Cosenza all’aumento del +5% di tamponi eseguiti corrisponde il -3% dei nuovi casi. Nell’area metropolitana di Reggio Calabria alla contrazione del -5% di test eseguiti, corrisponde la riduzione del -14% di nuovi casi rilevati.
Contenuto l’aumento dei ricoveri
Resta contenuto l’aumento nel numero dei ricoveri nelle strutture regionali: negli ultimi 7 giorni il dato è pressoché stabile incrementandosi solo dell’1% (dopo aver cumulato il +32% delle ultime tre settimane). In tutte le altre regioni (tranne una che riduce il valore di tale indicatore) si segnalano aumenti percentuali più elevati. La media nazionale è pari a +10%. Gli attuali dati collocano la Calabria ad un tasso di saturazione dei posti letto in area medica del 34,3% (stabile rispetto al dato di 7 giorni fa), mentre per la terapia intensiva la saturazione si è innalzata al 9,6% (+3,2% negli ultimi 7 giorni). È complessivamente in calo in Calabria, di contro, il trend degli ingressi e dei decessi in terapia intensiva e più in generale la media giornaliera dei decessi. Riguardo i soggetti che attualmente si trovano in terapia intensiva COVID-19, il 53% risulta non vaccinato o con ciclo vaccinale non completo (dal 1° febbraio 2022 è stato considerato completo il ciclo con avvenuta somministrazione di dose booster o doppia dose da meno di 6 mesi).
I decessi
L’analisi sui soggetti deceduti nell’anno 2022, fa rilevare che la maggiore percentuale di essi è di sesso maschile e la fascia d’età più colpita è quella superiore agli 80 anni. Solo l’8% dei deceduti è segnalato come privo di altre patologie, mentre il 52,9% presentava almeno due pregresse patologie ed il 39% più di due. Alla luce di questi dati, rimanendo elevata la circolazione del virus e della sottovariante di omicron BA.2, pur essendo terminato lo Stato d’emergenza, appare ancora indispensabile che tutti i cittadini proseguano ad adottare le misure di prevenzione, igiene e protezione sia individuali che collettive, non trascurando l’adesione alla campagna vaccinale, anche per tutelare le fasce d’età più fragili ed a rischio.

















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