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Contagi giù, in Calabria +1.619 e 7 decessi. Anziani reticenti sulla quarta dose

Calabria

Contagi giù, in Calabria +1.619 e 7 decessi. Anziani reticenti sulla quarta dose

Sono i medici di famiglia a registrare molta confusione sulla vaccinazione. In Regione intanto si assiste ad un aumento dei ricoveri

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Coronavirus medici 69

CATANZARO – Si assiste a un calo di contagi nel bollettino odierno della Regione Calabria: sono +1.619 i contagi a fronte di un calo di tamponi processati, sia rapidi che molecolari (+8.850). 7 i decessi registrati nelle ultime 24 ore (+3 Catanzaro, +2 Cosenza, +2 Reggio Calabria). Aumentano oggi i ricoveri in area medica con 5 nuovi ingressi e 343 ospedalizzati e di una unità in terapia intensiva con 20 posti letto occupati. I guariti in Regione sono +1.715. Il tasso di positività cala e si attesta al 18,19%.

I casi sono così distribuiti per provincia: Reggio Calabria +531, Cosenza +463, Catanzaro +459, Vibo Valentia +152 e Crotone +13. Un positivo è registrato fuori Regione.

In Calabria, ad oggi, il totale dei tamponi eseguiti sono stati 2767830. Le persone risultate positive al Coronavirus sono 319443 rispetto a ieri.

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

Catanzaro: CASI ATTIVI 7325 (83 in reparto, 12 in terapia intensiva, 7230 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 36409 (36145 guariti, 264 deceduti).

Cosenza: CASI ATTIVI 39029 (112 in reparto, 5 in terapia intensiva, 38912 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 40047 (39038 guariti, 1009 deceduti).

Crotone: CASI ATTIVI 4775 (18 in reparto, 0 in terapia intensiva, 4757 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 27929 (27721 guariti, 208 deceduti).

Reggio Calabria: CASI ATTIVI 12357 (111 in reparto, 3 in terapia intensiva, 12243 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 113845 (113120 guariti, 725 deceduti).

Vibo Valentia: CASI ATTIVI 17609 (19 in reparto, 0 in terapia intensiva, 17590 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 17893 (17730 guariti, 163 deceduti).

L’ASP di Cosenza comunica che dei 2 decessi comunicati oggi, 1 è avvenuto a domicilio il 19/02/2022. Nel setting fuori regione si registrano 1 nuovo caso a domicilio.

Covid:medici famiglia “su quarta dose molti anziani reticenti”

“Reticenza e molta confusione rispetto alla quarta dose del vaccino anti-Covid”. A registrarla, soprattutto tra gli anziani, sono i medici di famiglia che sottolineano come, al momento, non sia ancora ben chiaro dove la somministrazione potrà essere fatta dal momento che, in varie aziende sanitarie, i medici di base potrebbero non partecipare a questa fase della campagna vaccinale per la mancata previsione del contributo economico relativo alle vaccinazioni.

“Grande confusione su vaccinazioni e contributi”

“Il coinvolgimento dei medici di famiglia nella somministrazione delle quarte dosi di vaccino anti-Covid – spiega all’ANSA il segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti – dipende dalle varie aziende sanitarie e dalla condivisione del maccanismo di finanziamento, che al momento non pare ci sia. Dopo la fine dell’emergenza, infatti, non tutte le aziende sanitarie stanno confermando il contributo previsto di circa sei euro per somministrazione vaccinale ai medici di famiglia, dirottando le risorse verso altre priorità come ad esempio le liste di attesa”. In provincia di Napoli ad esempio, afferma, “c’è una asl che ha già mandato una lettera ai medici dicendo di non fare più le vaccinazioni e di indirizzare i pazienti ai centri di distretto”. Si sta dunque creando, avverte il segretario Fimmg, “una grande confusione rispetto al dove potrà essere somministrata la quarta dose, anche considerando il fatto che la maggioranza degli hub vaccinali sono stati chiusi, ma penso che soprattutto per gli anziani sia complesso raggiungere i centri deputati mentre fondamentale sarebbe mantenere il medico di base come punto di riferimento”.

Ma c’è anche un altro dato: “Stiamo registrando una grande reticenza da parte di molti, soprattutto gli anziani, a fare la quarta dose. Siamo noi medici che dobbiamo pressare i cittadini per far capire l’importanza di questo richiamo, ed una certa reticenza si è già registrata anche tra soggetti fragili, per i quali la quarta dose era già indicata. L’aumento delle reinfezioni – chiarisce Scotti – sta cioè determinando una certa perdita di fiducia rispetto alla vaccinazione e il nostro compito è far capire che il vaccino mette comunque al riparo dalla malattia grave, anche perchè con il calo di protezione ad alcuni mesi dalla vaccinazione non è detto che non si possano presentare delle reinfezioni anche da variante delta con maggiori complicazioni polmonari, più gravi soprattutto se a carico dei più anziani”. Pesa infine anche il fatto che “la fine dello stato di emergenza è stata equivocata e interpretata come la fine della pandemia. Questo – conclude il segretario dei medici di famiglia – può essere molto rischioso”.

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