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Aggredito e minacciato calciatore del Catanzaro durante la gara contro il Foggia
L’attaccante era stato oggetto di lancio di bottigliette dagli spalti e minacce dalla curva foggiana. Pietro Iemmello ha rinunciato a calciare quel rigore che gli sarebbe valso una probabile tripletta

CATANZARO – Invasioni di campo, aggressioni, insulti e caccia all’uomo. Ultrà scatenati a Foggia durante la partita col Catanzaro, posticipo la 36/a giornata del girone C di sere C, conclusasi 6-2 per gli ospiti ma dopo ben due interruzioni per invasioni di campo. La furia di alcuni tifosi di casa si è accanita contro l’attaccante ospite Pietro Iemmello, ex di turno.
L’episodio ha portato all’inevitabile sospensione temporanea dell’incontro con l’arbitro del match che ha deciso di far riprendere il gioco dopo una pausa di dieci minuti, ma anche prima di questi fatti l’attaccante era stato oggetto di lancio di bottigliette dagli spalti e dalla curva foggiana. Pietro Iemmello – che aveva già segnato due gol in quella partita – ha rinunciato a calciare quel rigore che gli sarebbe valsa una probabile tripletta e ha chiesto la sostituzione. Al suo posto, sul dischetto si è presentato un suo compagno di squadra: tiro dagli 11 metri sbagliato, ma poi convertito nel gol dell’1-6 da Gatti sulla ribattuta del portiere.
Ma la tensione non si è mai spenta. Poco dopo, mentre la partita non aveva più nulla da dire in termini di punteggio (alla fine il Foggia ha accorciato le distanze chiudendo il match sul 2-6 per gli ospiti), un altro tifoso ha fatto invasione in campo. Questa volta non si è diretto verso i giocatori sul manto erboso, ma ha tentato di raggiungere la panchina del Catanzaro per cercare di colpire – ancora una volta – l’ex attaccante del Foggia Pietro Iemmello.

Dopo l’episodio l’AIC ha espresso “totale solidarietà” al Catanzaro ed ai componenti della squadra calabrese dopo la “vergognosa aggressione” subìta da Iemmello, “oggetto di una vera e propria caccia all’uomo” durante la gara Foggia-Catanzaro. In una nota, nel condannare duramente il gravissimo episodio, l’Assocalciatori “auspica che le autorità competenti facciano luce sulle circostanze che hanno determinato tale evento, inqualificabile ed inaudito”. Un atto “gravissimo” che “si va ad aggiungere alla lunga lista di casi di intimidazioni e violenza nei confronti di tesserati evidenziata nel rapporto ‘Calciatori sotto tiro’ redatto annualmente dall’Associazione Calciatori”.
La compagna “assurdo, mia figlia era davanti a tv”
“Per me è il fallimento dei valori che il calcio e lo sport devono trasmettere. Mia figlia ieri guardava il papà giocare e ha dovuto assistere a uno spettacolo che ha tutto tranne che sport. Foggia si dissoci”. Giulia Elettra Gorietti, compagna di Pietro Iemmello, il giocatore del Catanzaro aggredito ieri nella partita con il Foggia, si sfoga così sui social. Il calciatore, contattato dall’Ansa, ha detto di non essere autorizzato a parlare dalla società, come confermato dal dg Diego Foresti. “Decideremo il da farsi con la proprietà, preferiamo che il giocatore non parli. Chiediamo di rispettarlo perché umanamente molto colpito”.
“Poi ci chiediamo – prosegue la donna – perché il calcio in Uk è più sicuro – scrive ancora Gorietti che è attrice – perché è impensabile quello che è successo ieri, minacce di morte e tagli di gola mimati in diretta tv. Davanti a dei bambini che guardano la loro squadra. Non parlo mai di calcio, ma dopo ieri condanno fortemente il club del Foggia che non sa gestire la sua tifoseria e le partite che avvengono nel proprio stadio. Inutile che si dissocino nelle interviste, lo dimostrino con i fatti”-


















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