Area Urbana
“Per non dimenticare mai”. Le bombe su Cosenza e i 5 bimbi morti nel rione Spirito Santo
L’opera che ricorda la morte di cinque bambini nei bombardamenti del 1943. Erano appena usciti dalla scuola elementare che si trovava nel quartiere Spirito Santo
COSENZA – È stata inaugurata questa mattina, nel quartiere Spirito Santo di Cosenza, la nuova scultura donata alla città e al Comitato Spontaneo “Piazza Spirito Santo” da Gianni Zicarelli, l’imprenditore cosentino ed apprezzatissimo artigiano del ferro, che qualche settimana fa aveva già donato alla città l’opera “Profili di Lucio e Parole di Mogol”, dedicata al cantautore Lucio Battisti. Alla base dell’opera campeggia l’iscrizione “Per non dimenticare mai”. Una struttura in acciaio corten di 500 centimetri di larghezza, 300 di altezza e 10 millimetri di spessore che raffigura, nella sua parte più bassa, una collina con armi da guerra spezzate e bombe capovolte, auspicio di un mondo senza armi e senza guerre. Nella parte più alta, sono, invece raffigurati, cinque bambini che si dirigono verso una stele che rappresenta una pila di libri, simbolo di come la guerra possa essere vinta dalla cultura e dalla ragione.
Era il 12 aprile 1943 quando a Cosenza cominciarono a infuriare i bombardamenti che non risparmiarono ferrovie, strade, ponti, chiese, edifici pubblici e privati. Un attacco degli anglo-americani per contrastare la compagine nazi-fascista ma che interessò la Calabria, povera comunque di obiettivi militari. Un paesaggio tragicamente funereo contrassegnato da dolore e incredulità. Le bombe sganciate da 20 “fortezze volanti” B-24 del 376th HBG Bombardment Group della Royal Air Force caddero, per la prima volta dall’inizio della Seconda guerra mondiale, sulla città di Cosenza causando alla fine oltre 130 vittime civili (tra cui 6 ferrovieri delle allora Mediterranee Calabro Lucane, ovvero le “antenate” delle attuali Ferrovie della Calabria) numerosi feriti e ingenti danni.
Furono ben nove le incursioni aeree che tra aprile e settembre interessarono la città, seminando la morte tra la popolazione che non era riuscita a sfollare nei paesi vicini. Circa sei mesi dopo questo attacco aereo, precisamente l’8 settembre 1943, l’Italia firmò l’accordo di armistizio con le forze angloamericane.
La morte dei 5 bimbi e il racconto di Adolfo Porcaro
Ma l’episodio più triste di quei drammatici giorni del 1943 fu certamente la morte di cinque bambini. Erano appena usciti dalla scuola elementare che si trovava nel quartiere Spirito Santo “Carmela Borrelli”. Un sesto bambino, Adolfo Porcaro, riuscì miracolosamente a salvarsi e a di stanza di 79 anni testimonia il ricordo ancora vivido di quei drammatici giorni. Nel ’43 aveva 13 anni, era stato compagno di scuola alle elementari dello storico Coriolano Martirano e oggi di anni ne ha 93. Porcaro si salvò perché fu protetto dal telone di un circo dove si era recato quel mattino per assistere alle prove di due acrobate impegnate a preparare il numero del pomeriggio, in sella a due cavalli. “ll telone distrutto in mille pezzi che sembravano coriandoli. Il boato delle bombe fece volare il circo per aria e io sono finito sotto quel telone. Le schegge mi sono passate sopra e per questo mi sono salvato e sono ancora vivo”.
Caruso “ricordare per non dimenticare”
“Non potevo mancare a quest’appuntamento per il profondo rispetto che ho per quella comunità che qui, nel quartiere Spirito Santo, ha pagato un altissimo tributo in occasione dei bombardamenti del 12 aprile del 1943. E’ stata quella una circostanza drammatica che è giusto ricordare per fare in modo che episodi di questo genere non abbiano più a ripetersi”. Lo ha detto il Sindaco Franz Caruso nel corso della cerimonia di inaugurazione, promossa dal “Comitato Spontaneo Spirito Santo” e dal suo Presidente Giannino Dodaro, della scultura realizzata in memoria delle cinque giovani vittime cosentine dei bombardamenti anglo-americani del 1943. A coordinare le operazioni di posa in opera della scultura è stato l’Assessore ai lavori pubblici Damiano Covelli che ha fortemente voluto la manifestazione alla quale ha presenziato con il Sindaco Franz Caruso.
“Purtroppo la storia – ha sottolineato il Sindaco – ci dice che in questo momento tanti bambini, tanti uomini e donne, tanti anziani, stanno perdendo la vita per una guerra assurda. E noi come cosentini, insieme a tutta la città, ripudiamo la guerra per affermare la pace. La manifestazione di oggi, che sana in parte una ferita apertasi 19 anni fa con la sparizione dell’opera primigenia di Cesare Baccelli – ha aggiunto il primo cittadino – deve essere veramente un’occasione per ricordare la crudeltà di qualsiasi guerra che si combatta in Europa o in altre parti del mondo. Quando il maestro Baccelli – ha ricordato il Sindaco – regalò quella scultura a Cosenza, voleva lasciare il segno del suo affetto e del suo amore profondo per questa città. Qualcuno – e non si sa per quale ragione – ha fatto venir meno quel ricordo. Noi oggi, grazie all’amore, alla generosità e all’impegno di Gianni Zicarelli, abbiamo di nuovo un simbolo che ricorda quell’atrocità ed è un simbolo importante perché viene da parte di un cosentino che ama profondamente la sua città e che ha già dato alla città il segno del suo affetto, in occasione della installazione della scultura che ricorda Lucio Battisti in Piazza Amendola, davanti alla Casa della Musica. Oggi questa scultura, che ricorda le vittime dei bombardamenti del ’43, ha un significato che è carico di amore, di passione e di ricordi, di una memoria che non deve essere mai cancellata”.




















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