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Autorità unica acqua e rifiuti, sì alla legge. Monta la polemica “esclusi sindaci e Province”

Calabria

Autorità unica acqua e rifiuti, sì alla legge. Monta la polemica “esclusi sindaci e Province”

Lo sfogo del vicepresidente del Consiglio Regionale Franco Iacucci e della minoranza “un governatore ha il compito di ascoltare tutti”

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CATANZARO – È stata approvata in Consiglio regionale, con 22 voti a favore, 7 contrari ed un astenuto, la legge che istituisce la multiutility per la gestione dei servizi pubblici locali dell’ambiente. Approvati alcuni emendamenti che hanno aggiunto, tra i membri di diritto del Consiglio direttivo d’Ambito, anche la Città Metropolitana di Reggio Calabria. Bocciato l’emendamento del consigliere Tavernise per la previsione, nello stesso organismo. dei Comuni di Lamezia Terme e Corigliano Rossano, “territori – ha detto – che comprendono una larga fetta di popolazione calabrese, essendo, rispettivamente, il terzo e quarto tra i comuni più popolosi della Regione”. Un breve dibattito in sede di dichiarazioni di voto ha caratterizzato i lavori d’aula.

Ma la minoranza contesta “non siamo stati coinvolti”

“Un impianto di riforma destinato a naufragare”, secondo Raffaele Mammoliti (Pd). Amalia Bruni, non condividendo le finalità della legge ha annunciato voto contrario, mentre voto di astensione è stato annunciato da Davide Tavernise (Movimento 5 Stelle) che ha detto di non condividere il fatto che sia il Presidente della Giunta da solo a scegliere il Direttore generale. “Spero sia una persona capace” ha affermato. Sulle richieste della minoranza, in sede di discussione della legge, il presidente della Giunta Roberto Occhiuto, ha assicurato che in sede di “manutenzione” della norma saranno prese in considerazione le proposte venute dalla minoranza.

Domenico Bevacqua, capogruppo Pd, ha parlato di voto contrario sul metodo e sul merito ed ha chiesto, a nome del Gruppo il voto per appello nominale. Antonio Lo Schiavo, che ha annunciato voto contrario, aveva già espresso le sue perplessità. “Non contesto la volontà politica del Presidente della Giunta regionale di entrare nel ruolo gestionale di questa nuova autorità che stiamo istituendo. Ma certe scelte – ha aggiunto – potrebbero creare un grosso conflitto di funzionamento di questo Ente”. Sulle dichiarazioni del Sindaco di Gioia Tauro, “sono condivisibili. Gioia Tauro non è un tema localistico. Il Sindaco Aldo Alessio pone un problema sulla eventualità che Gioia Tauro diventi la pattumiera della Calabria”. A sostegno della legge sono intervenuti Giuseppe Graziano (Udc) e Pasqualina Straface (Fi).

Iacucci “nessun dibattito reale, sconfitta della politica”

“La nuova multiutility è stata approvata senza un reale e approfondito dibattito: una vittoria dell’esecutivo ma una sconfitta per la politica” è quanto afferma il Vicepresidente del Consiglio Regionale Franco Iacucci. “Non si può negare la necessità impellente di procedere ad una riorganizzazione dei servizi idrici e dei rifiuti anche per intercettare le numerose risorse che vengono dal PNRR e che potrebbero una volta per tutte risolvere alcuni dei problemi atavici della nostra regione. Ciò che si contesta, però, e che è sotto gli occhi di tutti è il metodo utilizzato per approcciarsi alla costituzione di questo nuovo Ente.  Se lo Statuto della Regione, al comma 3 dell’art. 54, prevede che per l’approvazione di leggi istitutive di questo tipo ci voglia una maggioranza qualificata dei 2/3, ci sarà un motivo. Il Presidente Occhiuto è fortunato ha già una maggioranza sufficiente ma questo non giustifica la pervicace volontà di non coinvolgere la minoranza. Non si può pensare di avviare una profonda riforma dell’Ente Regione e del nostro territorio a colpi di maggioranza senza confronto e concertazione né in aula né nelle commissioni preposte.

Non si possono calare dall’alto provvedimenti di questo genere spogliando del ruolo non solo il consiglio regionale ma i tanti sindaci che sono sul fronte di queste battaglie da anni e che meritano di essere ascoltati non fosse altro per la loro conoscenza del problema e per rispetto delle Istituzioni. La Regione per statuto programma ma non gestisce. Qua invece si sta andando verso un accentramento di gestione in capo all’esecutivo che è completamente fuori dal tempo mentre il resto del Paese va in direzione opposta. Un accentramento che non è gestibile, tra l’altro: la macchina burocratica della regione non può farcela.

Il sistema delle deleghe va profondamente rivisto e occorre decentrare, coinvolgendo nella governance dei processi i Comuni e le Province. Tra l’altro, molte sono le cose di questa legge che andrebbero discusse a cominciare dal potere eccessivo del Direttore nominato dal Presidente della Giunta a fronte di un’assemblea d’ambito composta da 40 sindaci con una funzione meramente consultiva.
Così come avremmo voluto qualche delucidazione sui costi di questa operazione che rischia di essere solo mediatica e di creare l’ennesimo carrozzone inutile. L’opposizione non resterà a guardare se l’esecutivo non comprende che si deve ampliare la platea decisionale quando si discutono provvedimenti come quello odierno o il POR, su cui pure il dibattito è stato quasi nullo, o il termovalorizzatore o il rigassificatore di Gioia Tauro. Neanche i Sindaci dei territori, Alessio di Gioia Tauro e Tripodi di San Ferdinando, sono stati ascoltati: le loro osservazioni sono condivisibili e giuste. So che il Presidente Occhiuto, come lui stesso ha ricordato, ha alle spalle un’importante esperienza politica e non ha bisogno di consigli ma chi amministra ha il dovere dell’ascolto e della condivisione. So che il coinvolgimento è più faticoso, forse meno veloce  ma il vecchio adagio recita vai piano che vai veloce. A rimetterci, nella fretta, potrebbe essere la Calabria e questo non possiamo permettercelo” ha concluso Iacucci.

 

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