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Covid: il virus circola troppo, Gimbe chiede ancora le mascherine al chiuso

Italia

Covid: il virus circola troppo, Gimbe chiede ancora le mascherine al chiuso

Mancano ormai pochi giorni al primo maggio, data in cui dovrebbe decadere l’obbligo delle mascherine al chiuso, ma nuovi casi, ricoveri, intensive e decessi “presentano una lieve tendenza alla flessione”

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Mascherine 7

ROMA – La circolazione del virus è ancora molto elevata: il numero di positivi, sottostimato, supera quota 1,2 milioni, i nuovi casi giornalieri sono oltre 50 mila e il tasso di positività dei tamponi supera il 15%. Per il Gimbe e il suo presidente, Nino Cartabellotta “abolire l’obbligo di mascherina al chiuso è una decisione molto avventata per tre ragioni: innanzitutto, nei locali affollati e/o scarsamente aerati la probabilità di contagio è molto elevata; in secondo luogo, la vaccinazione offre una protezione parziale dal contagio; infine, ci sono milioni di persone suscettibili, non vaccinate o senza booster. Utile ribadire che la protezione individuale è massimizzata con la mascherina FFP2 e non con quella chirurgica, poco efficace nei confronti di omicron”. Secondo il Gimbe infatti l’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in 72 province e per quanto riguarda la Calabria troviamo Catanzaro (758), Crotone (587), Vibo Valentia (568) e Reggio Calabria (521).

Ancora 4,4 mln non vaccinati e 2 mln senza terza dose

Calano ancora i nuovi vaccinati contro il Covid-19: dal 13 al 19 aprile sono stati 6.092 rispetto agli 8.601 della settimana precedente, pari al -29,2%. Mentre le persone attualmente vaccinabili con la prima dose sono circa 4,2 milioni e 2 milioni sono, invece, quelle che potrebbero ricevere subito la terza dose. Nel nuovo monitoraggio Gimbe la campagna vaccinale è al palo. Sono state 39.188.284 le terze dosi di vaccino anti-Covid somministrate fino al 20 aprile (ore 6) e, in base alla platea ufficiale di 46,7 milioni, il tasso di copertura è dell’83,9%, ma con nette differenze regionali: si va dal 78,9% della Sicilia all’88% della Valle D’Aosta.

Dei 7,5 milioni di persone che non hanno ricevuto la dose booster, 2 milioni potrebbero riceverla subito, mentre i 5,5 milioni di guariti da meno di 120 giorni non possono riceverla nell’immediato. Sono 6,89 milioni le persone che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino, di cui 2,69 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da meno di 180 giorni: le persone attualmente vaccinabili sono dunque circa 4,2 milioni. Infine, nella fascia di età 5-11 anni, 1.381.088 bambini hanno ricevuto almeno una dose, con un tasso di copertura del 37,6%, che va dal 20,5% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,9% della Puglia.

“Che la campagna vaccinale sia ormai al palo – spiega il presidente Gimbe Nino Cartabellotta – è un dato di fatto, nonostante 4,2 milioni di persone vaccinabili con prima dose e 2 milioni con dose booster. I tassi di copertura vaccinale, infatti, nell’ultimo mese hanno registrato aumenti irrisori. Tra il 20 marzo e il 19 aprile le coperture con almeno una dose sono ferme all’85,6%; quelle con ciclo completo sono cresciute di soli 0,2 punti percentuali rispetto alla settimana precedente, passando da 83,9% a 84,1%. Anche le coperture delle terze e quarte dosi procedono molto a rilento, nonostante l’inizio più tardivo e l’estesa platea vaccinabile”. (

La 4^ dose partita a rilento:  solo a 29mila over80 e fragili

La somministrazione delle quarte dosi di vaccino anti Covid è partita a rilento. Fino al 20 aprile (ore 6) sono state 80.554 quelle somministrate agli immunocompromessi, con un tasso di copertura del 10,2% delle 791.376 persone a cui andrebbe somministrata ma con nette differenze regionali: dall’1,6% della Calabria al 40,5% del Piemonte.

Mentre sono state 29.158 le quarte dosi somministrate agli over 80, ospiti delle Rsa e fragili tra 60-79 anni, pari allo 0,7% dei 4,4 milioni di persone che rientrano in queste categorie. In questo caso le differenze che vanno dallo 0,04% del Friuli-Venezia Giulia all’1,2% del Lazio.

“Dopo 7 settimane dal via libera della quarta dose per le persone immunocompromesse – commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta – un tasso di copertura nazionale al 10,2% e ingiustificate differenze regionali dimostrano che, al momento, la protezione di oltre 790 mila persone estremamente fragili è un lontano miraggio. Di conseguenza, l’estensione della platea per la quarta dose ad oltre 5,2 milioni di persone (includendo immunodepressi, fragili e over 80) richiede indubbiamente sia nuove strategie di comunicazione, sia meccanismi di chiamata attiva e non può essere affidata solo all’adesione volontaria”.

Calo intensive e decessi, in 7 giorni -9% e -7%, ma stabili i ricoveri in area medica

Continua ad allentarsi la morsa della pandemia sul fronte degli ospedali. Dal 13 al 19 aprile scende, rispetto alla settimana precedente, il numero dei posti letto occupati da pazienti con Covid nelle terapie intensive, passando da 463 a 422, con il -8,9%. E calano anche i decessi, che sono stati 861, il -7,3% rispetto a 929 dei sette giorni precedenti, con una media di 123 al giorno rispetto ai 133 della settimana precedente. Rimane invece stabile, intorno ai 10.200 il numero dei ricoverati con sintomi nei reparti ospedalieri di area medica (+0,1%).

Nella settimana 13-19 aprile si rileva una riduzione percentuale dei nuovi casi in tutte le Regioni (dal -1,7% del Molise al -28,2% della Calabria). Rispetto alla settimana precedente, in 6 Province si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi, in 101 una riduzione. Quanto al testing, si registra un calo del numero dei tamponi totali (-21,4%): da 2.919.794 della settimana 6-12 aprile 2022 a 2.294.395 della settimana 13-19 aprile. In particolare, i tamponi rapidi sono diminuiti del 21% (-488.627), mentre quelli molecolari del 22,9% (-136.772). La media giornaliera settimanale del tasso di positività rimane stabile dal 13,3% al 13,2% per i tamponi molecolari, mentre aumenta dal 15,5% al 16,4% per gli antigenici rapidi.

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