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Reddito di Cittadinanza, 1900 navigator senza lavoro da domani primo maggio

Italia

Reddito di Cittadinanza, 1900 navigator senza lavoro da domani primo maggio

Una delle proposte al vaglio è quella di creare una norma che consenta alle Regioni la contrattualizzazione dei navigator usando le risorse già esistenti

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Reddito di Cittadinanza navigator 2

ROMA – Dal primo maggio 1.884 navigator saranno senza impiego. Scade oggi il contratto di queste figure professionali nate nel 2019 per trovare lavoro ai percettori del reddito di cittadinanza a supporto dei centri per l’impiego. I navigator, dopo il presidio di ieri davanti al ministero della Pubblica amministrazione, oggi saranno al ministero del Lavoro mentre i loro rappresentanti e i sindacati incontreranno nel pomeriggio il ministro Andrea Orlando.

Ipotesi terza proroga

Nati per trovare un posto ai beneficiari del Reddito di cittadinanza, adesso sono loro a rischiare di restare senza lavoro. Al tavolo della scorsa settimana, il ministro del Lavoro ha ribadito la volontà di non disperdere un patrimonio di competenze che in questi mesi si è creato, valutando insieme alla Funzione pubblica e alle Regioni la strada da percorrere. Una delle proposte al vaglio è quella di creare una norma che consenta alle Regioni la contrattualizzazione dei navigator usando le risorse già esistenti. Viste le tempistiche brevi, sarà difficile trovare una soluzione definitiva ma i sindacati confidano nella terza proroga.

Sindacati: “non mandare lavoro al vento”

Rappresentanti e sindacati insistono sul fatto che i navigator sono personale formato, professionisti, laureati e con un’età media di 35 anni. Lavoratori pronti a continuare il loro lavoro in modo stabile o a raccogliere una nuova opportunità di occupazione. Nidil-Cgil, Felsa-Cisl e Uiltemp hanno rimarcato la necessità di trovare una soluzione per il futuro occupazionale di questi 1.884 lavoratori e hanno assicurato mobilitazioni fino a quando non si troverà una soluzione positiva. Non bisogna mandare il “lavoro al vento”, chiedono i sindacati.

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