Italia
Energia, la tassa sugli extraprofitti al 25% del Governo pesa poco sui colossi
Nel 2022 le stime sono pari a 100 milioni di euro, poca cosa rispetto ai miliardi che dovranno coprire gli interventi varati dal Governo per mitigare l’impatto su famiglie e imprese del caro energia

ROMA – La crisi economica causata dalla pandemia prima e poi dallo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina ha sicuramente generato ulteriori rincari sulle bollette del gas e dell’energia, ma anche sul costo dei carburanti e degli alimentari. Vittime sono le aziende, le fabbriche, i cittadini e le loro famiglie che si sono trovati a fronteggiare i rincari mentre le aziende energetiche hanno incassato profitti da record. La crisi energetica globale dunque, incide sullo Stato e sui cittadini, ma arricchisce le grandi compagnie dell’energia. In questa direzione da più parti era emersa la volontà di tassare le industrie energetiche e persino Mario Draghi a febbraio dichiarò “Ci aspettiamo che i grandi produttori condividano con la popolazione i costi della crisi energetica”.
Il decreto aiuti ed energia
Il Consiglio dei ministri qualche giorno fa, ha approvato il “Decreto aiuti ed energia” che prevede un contributo una tantum di 200 euro per lavoratori e pensionati con redditi fino ai 35mila euro. Una misura che vale oltre 6 miliardi. Per finanziarla ha deciso di aumentare dal 10 al 25% della tassa sugli extraprofitti (o meglio sul maggior valore aggiunto) delle imprese energetiche. Il presidente del Consiglio Draghi ha spiegato che il provvedimento “si estende in molte aree: approviamo liberalizzazioni, riforme nel settore delle energie rinnovabili, che ci permettono di accelerare la transizione ecologica, di fare quello scatto negli investimenti nelle rinnovabili, che contribuiranno a renderci più indipendenti dal gas russo”.
“I provvedimenti affrontano il caro vita – ha detto ancora Draghi – e l’accelerazione dei prezzi dipende in larghissima misura dai prezzi dell’energia. Questo significa che si tratta di una situazione temporanea che va affrontata con strumenti eccezionali”. Poi ha aggiunto che si tratta di “un provvedimento molto articolato, l’obiettivo è difendere il potere di acquisto delle famiglie, dei più deboli e la capacità produttiva delle imprese”
Nel dl aiuti sono previsti nuovi interventi contro i rincari di bollette, carburanti e la crisi energetica. Il nuovo decreto vale 14 miliardi di euro “che si aggiungono ai 15,5 dei provvedimenti precedenti – ha evidenziato Draghi – siamo a un totale di circa 30 miliardi già spesi, due punti percentuali del prodotto interno lordo, e vorrei notare che lo abbiamo fatto senza ricorrere a scostamenti di bilancio: questo dimostra che non sono tanto gli strumenti che contano ma le risposte alle necessità, le esigenze”.
L’impatto della misura sugli extraprofitti
L’aumento delle tasse sugli extraprofitti delle aziende energetiche, passa dal 10 al 25%. Gli interventi del governo per contenere il caro bollette pesano sui risultati di Edison che nel primo trimestre ha visto calare l’utile netto del 72% ovvero da 98 milioni dello stesso periodo dello scorso anno a 27 milioni. L’impatto complessivo è stimato in 100 milioni di euro senza considerare ancora l’ulteriore aumento della tassazione del 25% previsto dal Decreto Aiuti di lunedì. La società italiana del gruppo francese Edf ha segnato nei tre mesi un margine operativo lordo in aumento del 41,7% a 105 milioni e ricavi balzati a 7,11 miliardi (da 2,13 miliardi).
La posizione finanziaria netta al 31 marzo evidenzia una liquidità di 226 milioni (contro un debito di 104 milioni di fine dicembre scorso al 31 dicembre 2021) grazie alla positiva generazione di cassa dell’attività operativa, a fronte di investimenti per il rafforzamento nei business della transizione energetica. Ma nell’intero anno la posizione finanziaria netta è attesa di nuovo negativa. Il contesto attuale non permette ancora di indicare una previsione annuale. Tuttavia, la società ritiene che la sua performance industriale dovrebbe rimanere prossima a quella dell’anno 2021, fatto salvo l’impatto, non ancora valutato, delle misure contro il caro vita annunciate dal Governo.
Enel: “la tassa sugli extraprofitti pesa poco”
Anche con l’aliquota al 25% l’impatto sul gruppo è limitato a 100 milioni nel 2022. La montagna dunque ha partorito il topolino. Nella fattispecie è l’incasso netto che il Governo potrà ricavare dalla tassazione sugli extraprofitti a carico del gruppo Enel -0,06%. Nel 2022 le stime sono pari a 100 milioni di euro, poca cosa rispetto agli svariati miliardi necessari a coprire gli interventi varati dall’esecutivo per mitigare l’impatto su famiglie e imprese del caro energia. Nemmeno la tassa sugli extraprofitti pertanto, sembra scalfire i guadagni dei grandi colossi energetici.


















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