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Occhiuto su Gratteri “meritava la nomina a Procuratore Nazionale Antimafia”

Calabria

Occhiuto su Gratteri “meritava la nomina a Procuratore Nazionale Antimafia”

Monta la polemica politica dopo che la scelta della commissione ricaduta su Giovanni Melillo anziché sul procuratore di Catanzaro

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Gratteri Occhiuto

CATANZARO – “Sono contento, da presidente della Regione, che Nicola Gratteri possa rimanere in Calabria, perché la sua figura rappresenta un argine ai poteri criminali. Ma non si può non constatare, come la decisione del Csm dimostra, ancora una volta, che il sistema delle correnti all’interno dell’organo di autogoverno della magistratura spesso si impone anche al buon senso e alla logica. Gratteri, soprattutto per le operazioni antidroga che ha fatto in giro per il mondo, avrebbe senza alcun dubbio meritato di fare il procuratore nazionale antimafia. In bocca a lupo a Giovanni Melillo, ma questa vicenda dovrebbe far riflettere”. Così il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, raggiunto telefonicamente dall’ANSA.

Monta la polemica anche sul fronte dei parlamentari pentastellati mentre è vistosa la spaccatura in commissione Antimafia si spacca creatasi dopo la scelta di Giovanni Melillo.

Antimafia: Goel “indignazione per mancata nomina di Gratteri”

“Vergognosa e incomprensibile”: così il consorzio di cooperativa Goel definisce la mancata nomina di Nicola Gratteri a Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. “Il CSM – si legge in una nota – ha votato ieri la nomina del nuovo Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. A distanza di anni si fa ancora l’avvilente errore di non valorizzare i magistrati che si sono distinti per il loro operato divenendo simbolo del contrasto e della lotta alla criminalità organizzata. Le persone e realtà impegnate nel contrasto alle mafie e la società civile avevano sperato e si erano illusi che si potesse cogliere questa occasione per dare un segnale forte ed inequivocabile con la nomina di Nicola Gratteri, magistrato divenuto punto di riferimento indiscusso nella lotta alla criminalità organizzata, con secoli di condanne inflitte agli appartenenti all’organizzazione mafiosa più forte in Europa, un’enorme quantità di stupefacenti sequestrati e di beni confiscati, un’incontestabile competenza in indagini nazionali e internazionali complesse, una capacità investigativa di altissimo livello”.

“Forse, continua il Goel, “l’unico vero criterio di “minor merito” che può essere addebitabile a Nicola Gratteri è la sua totale indipendenza dalla politica e dai poteri forti, la sua capacità di non guardare in faccia nessuno e la totale assenza di ogni forma di servilismo verso qualunque tipo di potere, che in questo Paese non è mai stata premiata”.

Il Goel, dunque, si dice “indignato di fronte ad una scelta incomprensibile che, senza nulla togliere al neo-eletto Procuratore nazionale, appare come una indecifrabile presa di distanza istituzionale nei confronti di uno dei magistrati oggi più esposti al rischio, nei cui confronti sono noti intenti di possibili attentati proprio per la pericolosità della sua azione di contrasto e la capacità di infliggere attacchi senza precedenti alle organizzazioni mafiose. Per fortuna, Nicola Gratteri – si legge infine – ha al suo fianco un fortissimo consenso della società civile e di tanti uomini e donne onesti delle istituzioni, un’Italia fatta da persone libere, che hanno la capacità di indignarsi e che non permetteranno certo l’isolamento di uno tra i più bravi magistrati antimafia che l’Italia abbia avuto”.

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