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Ucciso nell’agrumeto del padre, arrestato il cugino di 53 anni

Calabria

Ucciso nell’agrumeto del padre, arrestato il cugino di 53 anni

L’omicidio di Francesco Cuzzocrea risale alla sera del 20 ottobre 2019. Stamattina i carabinieri hanno arrestato un uomo di 53 anni

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REGGIO CALABRIA – I carabinieri hanno eseguito stamattina la misura cautelare in carcere,  messa dal Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di un 53enne reggino, Antonio Cuzzocrea, incensurato, ritenuto responsabile dell’omicidio di Francesco Cuzzocrea, 62 anni, detto Nicolino, che la sera del 20 ottobre 2019 venne ucciso a colpi d’arma da fuoco mentre era intento a manovrare l’impianto di irrigazione posto sul terreno di sua proprietà, in prossimità della propria abitazione della frazione Rosario Valanidi di Reggio.

Erano le 19:15 circa quando il corpo senza vita della vittima venne trovato riverso per terra all’interno dell’agrumeto di proprietà del padre sito nella frazione Rosario Valanidi località Candico, una zona agricola piuttosto isolata e disabitata ubicata nell’area a sud-est del Comune di Reggio Calabria, a qualche centinaio di metri di distanza dall’abitazione della vittima.

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Le indagini sono partite immediatamente e fondamentali si sono rilevate le iniziali attività di sopralluogo, l’acquisizione di molteplici dichiarazioni assunte da persone informate sui fatti e dallo stesso indagato, l’acquisizione e l’esame delle immagini estrapolate da sistemi di videosorveglianza, le attività tecniche di intercettazione telefonica ed ambientale e gli accertamenti tecnici balistici da parte del RIS.

I militari hanno ricostruito le varie fasi del delitto e poi identificato con qualificata probabilità il responsabile destinatario della misura cautelare. Alla base del delitto per gli investigatori ci sarebbe una situazione di risalente e aspra contrapposizione, dovuta a ragioni personali, familiari ed economiche, tra l’indagato e la vittima che, seppur in una prospettiva di inconcepibile escalation, ha evidentemente portato l’odierno arrestato ad un gesto così estremo e definitivo come l’uccisione del cugino.

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