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Intimidazione a Barile: incendiata la sua casa

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Intimidazione a Barile: incendiata la sua casa

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COSENZA – Vandali o mala? Sono queste le due ipotesi selle quali i carabinieri della stazione di San Giovanni in Fiore, diretti dal maresciallo

Antonio Pantano, in stretta collaborazione con i militari del’Arma del comando provinciale di Cosenza, coordinati dal colonnello Francesco Ferace, stanno indagando per dare un movente all’ennesimo atto intimidatorio ai danni del sindaco del grosso centro silano. Ignoti, infatti, hanno, con l’utilizzo di liquido infiammabile, incendiato la casa di campagna del primo cittadino. L’inferno di fuoco è stato spento, non senza fatica, dai vigili del fuoco del comando provinciale di Cosenza che, con l’ausilio dei pompieri dei distaccamenti, hanno domato le fiamme e messo in sicurezza l’abitazione da eventuali rischio di crolli o cedimenti parziali. Della casa non resta pressocchè nulla. Le travi in legno, così come buona parte dell’abitazione, sono state letteralmente divorate dalla forza delle fiamme. Il sindaco Antonio Barile, giunto sul posto, non ha potuto fare altro che constatare con i suoi occhi la gravità del gesto. Non è la prima volta che Barile finisce nell’occhio del ciclone. Sono stati tanti e anche recenti gli atti inrimidatori e gli avvertimenti di cui è stato destinatario. Barile, ascoltato a lungo dagli inquirenti, non ha saputo fornire agli investigatori utili spunti indiziari. Il Pdl provinciale, riunitosi immediatamente, ha espresso solidarietà al sindaco, garantendogli sostegno e invitando gli investigatori e la magistratura ad individuare al più presto i seminatori di paura. Gli stessi vertici del Partito della Libertà hanno invitato Beppe Pisanu, presidente della Commissione antimafia a recarsi a San Giovanni in Fiore per rendersi conto della realtà che vive l’ex capitale della Sila. Anche il prefetto di Cosenza Raffaele Cannizzaro è stato informato dell’accaduto.

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