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IVG, Fem.In. all’Annunziata: “servizio fermo, un solo medico non obiettore non basta”

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IVG, Fem.In. all’Annunziata: “servizio fermo, un solo medico non obiettore non basta”

Al centro dell’iniziativa di protesta la situazione legata al servizio di interruzione volontaria di gravidanza. Stamattina alcune attiviste si sono incatenate davanti l’Annunziata

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COSENZA – “Non ci vogliono libere, allora ci incateniamo“. Con questo slogan stamattina alcune attiviste del gruppo Fem.In. Cosentine in lotta, si sono incatenate all’ingresso dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza per protestare contro la “precarietà costante in cui versano i servizi sanitari dedicati alle donne. Primo fra tutti quello dell’interruzione volontaria di gravidanza”.

Il servizio non viene erogato da una decina di giorni e, ieri, il dottor Filippelli, commissario dell’AO ne ha annunciato il ripristino “ma così non è”. “A meno che – sottolineano le Fem.In – la manifestazione di interesse pubblicata ieri sull’albo pretorio dell’Annunziata non vada deserta, come sempre accaduto in questi casi – si veda il Molise – se tutto va bene ci vorrà agosto. Intanto il diritto all’aborto a Cosenza rimane costantemente minacciato. Ribadiamo che un solo medico non obiettore non basta. L’Azienda Ospedaliera, l’Asp e la Regione devono farsi carico della problematica. Non ci vogliono libere – concludono – e allora noi ci incateniamo”. “Resteremo qui ad oltranza fin quando i vertici dell’Azienda Ospedaliera e del reparto di Ginecologia e Ostetricia non ci riceveranno”.

Già ieri, dopo la nota del commissario dell’azienda ospedaliera le Fem.In. avevano sottolineato l’impossibilità di un servizio che Filippelli ha definito “ripristinato” rispetto ad un avviso per reperire un ginecologo non obiettore che necessita di mesi per essere portato a compimento. Il tutto “nell’attesa che il TAR si pronunci sul ricorso relativo al concorso per l’assunzione di due ginecologi che si è concluso nel mese di giugno”.

“L’Azienda Ospedaliera ha dichiarato che il servizio di aborto volontario è stato ripristinato e che sono aperte le prenotazioni. Ma come è possibile questo, se la manifestazione di interesse non si è ancora conclusa? Si fissano IVG senza che ancora ci sia un medico a svolgerle? Ma soprattutto, è possibile che nell’arco di una settimana l’Azienda Ospedaliera non abbia fornito notizie chiare e trasparenti rispetto alla situazione corrente? Ci sono donne che hanno bisogno di questo servizio e tutto quello che ottengono sono informazioni contradditorie e fumose”.

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