Calabria
I super droni della Calabria. Così il progetto ha abbattuto del 40% gli incendi
Occhiuto “un piano di interventi di sorveglianza sul territorio mai realizzato prima e unico in Italia”

COSENZA – Occhiuto lo ha definito “il piano di interventi di sorveglianza sul territorio mai realizzato prima e unico in Italia”. Parliamo dell’utilizzo di sofisticati droni nella lotta agli incendi, inseriti nel progetto sperimentale della Calabria e che è riuscito non solo a individuare i presunti piromani, ma anche ad abbattere del 40% il numero dei roghi paragonando lo stesso periodo dello scorso anno. Un sistema efficiente che vede lavorare in sinergia gli operai forestali, i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, le squadre di Calabria Verde, le Forze dell’Ordine e i tutti i volontari.
Domenico Costarella, Direttore generale della ProCiv Calabria, in collegamento su Canale 5 da Marcellinara (in una zona dove si sono verificati ben 5 roghi), nel trasmissione Morning News, ha spiegato il successo di questo progetto e come avviene il monitoraggio del territorio “Da luglio, grazie alla volontà del Governatore Occhiuto, per combattere gli incendi si sta utilizzando un progetto sperimentale di utilizzo dei Droni che ha funzione di controllo e deterrenza dei reati incendiari sul territorio, soprattutto in quelle determinate zone dove spesso vengono appiccati gli incendi, anche più di uno”.
Droni collegati con la Sala Operativa della ProCiv
I droni, che hanno telecamere avanzate e molto potenti, sono collegati alla Sala operativa della Protezione Civile che gestisce gli incendi, dove viene trasmesso e registrato il flusso video. Video che può essere visionato in tempo reale anche dagli operatori a terra che possono così intervenire immediatamente in caso di bisogno.
Monitoraggio per zone H24 con i droni
Costarella ha spiegato che il monitoraggio avviene per zone. “La Calabria – ha spiegato – è stata suddivisa in cinque fasce. per fare questo ci siamo basati sui dati storici degli incendi avvenuti in Calabria e abbiamo cercato di capire dove ci potesse essere più rischio. La mattina le squadre partono secondo dei percorsi concordati con la sala operativa. Quando c’è una fumata vista in lontananza o un movimento sospetto, si va li e si fanno le riprese con i droni che lavorano ininterrottamente dalla mattina al tramonto”.
Non solo monitoraggio e repressione
L’effetto della termocamera, inoltre, consente anche una migliora gestione degli incendi da parte degli operatori. Anche i vigili del fuoco chiedono l’uso del drone per capire e intervenire sul fronte del fuoco. Si tratta – ha concluso Costarella – di una tecnologia non troppo costosa e a costi assolutamente sostenibile. Tra l’altro, è integrata in tutto il sistema. Ovvero, accanto all’azione video vera e propria, ci sono gli operatori e i volontari che accompagnano i droni, ci sono le squadre di Calabria Verde e dei vigili del fuoco che intervengono nello spegnimento i carabinieri forestali che fanno attività di polizia giudiziaria”.



















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