Area Urbana
Il murales è ‘ispirato’ a Marulla, parla chi ha collaborato con Favelli: “non lo correggo”

Il murales che non è affatto piaciuto a tifosi, cittadini e amici di Marulla è ancora al centro del dibattito. Insieme all’artista Flavio Favelli, hanno collaborato alla creazione dell’opera dedicata al compianto bomber rossoblu, Davide Dormino, Patrizia Pichierri, Giuseppe D’Elia e Marco Cotroneo, capitanati dal curatore del progetto Alberto Dambruoso
COSENZA – Marco Cotroneo, ha così voluto precisare, con una nota pubblicata sul suo profilo Facebook che non intende modificare il murales di Favelli sottolineando in primo luogo (rivolgendosi ai cittadini): “Quell’opera non era per Marulla, era per voi!“. E scrive così sulla sua pagina Facebook:
“L’arte non è che un banale mezzo di comunicazione, un ponte tra noi e il nostro immaginario. Banale come banale è respirare. Dal nulla, le immagini spianano il sentiero verso altre immagini che varcano la soglia delle nostre più intime viscere contaminandoci le membra e, ricostruiscono pensieri come fossero paesaggi nel tempo. È un così difficile concetto che tuttavia mi sembra di una chiarezza disarmante. Ritengo dunque doveroso aprire questa lettera spiegando il mio punto di vista, innanzitutto professionale. È stata una opportunità molto interessante per la città avere a disposizione questo gruppo di artisti di fama internazionale. Ho scoperto in loro personalità distinte, molto eccentriche e sensibili, tutte legate da un filo di immodesta consapevolezza che li fa brillare della luce d’artista. Una possibilità, dunque, di scambio e di confronto che avrebbero avuto a disposizione tutti coloro fossero stati interessati. Una possibilità di confronto vitale che esce finalmente dalle spire di questa sempre uguale arte retrò pseudo new e ultra popolare cosentina. E per ultra popolare, non si offenda nessuno, intendo arte di facile lettura e consumo. Viviamo nell’era della comunicazione visiva. Dalla segnaletica stradale alla più complessa chiave di lettura delle pubblicità, tutti, siamo nel gioco di questo eccellente fenomeno comunicativo. È questo che complica le cose quando si parla di arte. Tutti vedono e tutti guardano più o meno allo stesso modo, ma ognuno pensa autonomamente. E se ognuno pensa autonomamente l’arte non potrà mai essere letta allo stesso modo da tutti. Esistono, però, chiavi di lettura che permettono ai professionisti del settore di unificare i pensieri”.
Flavio Favelli dipinge il murales per Marulla: questo è stato il primo equivoco.
“Una notizia mal trapelata e che avrebbe dovuto essere di supporto a preparare la popolazione – scrive ancora Cotroneo – ad una lettura più chiara e pacifica dell’opera. Si perchè di opera si tratta. Ma di opera ‘ispirata’ Marulla. Do quindi adito agli ultras che lamentano una non chiarezza quasi offensiva nei confronti di Gigi e della città intera. Beh, detta così sembra troppo ma gli ultras, si sa, come gli spartani urlano a voce alta le proprie idee. Lungi da me pensare che mi si voglia obbligare a “correggere” il murales al quale ho contribuito lavorando a stretto contatto con Flavio. Correzione che in effetti sarebbe da fare perchè la chiave di lettura che viene utilizzata è quella ultra popolare che vorrebbe invece un monumento commemorativo. Se volete un monumento commemorativo, fatelo! Doveva dunque venire Flavio Favelli per realizzare un monumento a Marulla?…beh io credo di no. Flavio è un artista, consapevole e di successo che realizza opere in tutto il mondo. Ho avuto la fortuna di lavorare con lui che ho scoperto essere molto piacevole e interessante. Ha proposto un opera inerente al suo linguaggio e alla sua sensibilità. Un opera che non è stata commissionata bensì donata alla città. Un riquadro arancione, con due spazi gialli che galleggiano in un blue brillante. Il più mediocre fra gli artisti parlerebbe di equilibrio fra i colori, di texture. Ma lui no, lui la concettualizza e la porta in quello spazio onirico dove le idee stanno là, e più in là non vanno. Una figurina gigante ripresa da quelle vere figurine panini che tutti collezionavano. La figurina di Marulla per essere chiari: un gladiatore figlio dei lupi, antropomorfo e divinizzato dai popoli della città. Ma un artista si esprime liberamente e non cede a disonestà intellettuali. E nonostante le pressioni, quel nove non lo scrive, e neanche il nome. Per questo non l’avete capita?solo per questo? Il motivo è semplice. Gigi non è più con noi. Adesso, superate le fatiche, entra e siede fra gli spalti dell’olimpo. È un Dio. La mancanza dell’icona sta proprio ad esprimere la drammaticità dell’assenza. E la rabbia degli ultras si scatena proprio perchè di opera d’arte si tratta. E anche loro vengono pervasi da quella sensazione allarmante di assenza. Fa quasi paura quel vuoto. Ci fa urlare Gigi dove sei? Ci lascia spiazzati, di stucco, proprio come quando un amico ci lascia, per sempre. E ci incazziamo, gridiamo e piangiamo quando succede e ci sentiamo uno schifo, come se ci avessero fatto un torto, come se l’universo avesse messo in atto un ingiustizia drammatica e dolorosa. Ecco perchè il murales di Flavio è inerente e riuscito. Perchè un opera d’arte è capace di trapassarti come una spada, lasciarti senza fiato, può riempirti di rabbia o farti gioire. Può fare quello che vuoi, ma se di arte si tratta, qualcosa sentirai. E qualcosa è stato sentito da tutti. Ecco il senso di avere Flavio Favelli a Cosenza. Sono personalmente orgoglioso di poter vantare una sua opera nella mia città. Si perchè io nasco a Cosenza contrariamente da quel che hanno scritto i giornali negli ultimi giorni. È un opera nuova che non offende nessuno. Che esalta lo spirito del buon caro Marulla lasciandoci nel cuore quell’amaro di un qualcosa che non tornerà più. Motivo per il quale rifiuto l’incarico di aggiungere il nome di Gigi Marulla, correzione, che invece per me sarebbe uno sfregio. E per quanto un muro pubblico rimane di tutti, mi auguro nasca in voi un pò di buon senso e cura e rispetto per il lavoro e per il pensiero altrui, anche se diverso dal vostro. Sono convinto di non essere l’unico ad apprezzare l’opera che ci è stata regalata. Chiedo quindi che non venga alterata. Perchè scrivendo il nome o tentando di ritrarre Gigi si altera tutto il meccanismo di coinvolgimento che l’opera ha messo in atto. Un giorno i turisti verranno a visitare la città anche per il murales di Favelli, da li potranno conoscere Marulla. E non preoccupatevi di spiegare le opere ai vostri figli: sono sicuro che quando cresceranno saranno molto più svegli e intelligenti di voi. E sarà per voi un orgoglio vederli leggere un opera come la figurina di Favelli”.
Nella foto: il murales ispirato a Marulla durante la sua realizzazione



















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