Italia
Vaiolo delle scimmie, aumentano i casi in Italia. Ecco come si contrae e i sintomi
Continua a salire il numero dei contagiati, raggiungendo quota 714. La trasmissione avviene per contatto stretto con una persona infetta (anche non sessuale) o con oggetti contaminati

ROMA – Continua a salire il numero dei casi confermati di vaiolo delle scimmie in Italia, raggiungendo quota 714. Ma se nel nostro Paese non si registra ad oggi alcun decesso legato alla malattia, sono al momento in corso le verifiche per appurare le cause della morte di un uomo italiano di 50 anni, il comandante dei carabinieri Germano Mancini, il cui decesso avvenuto a Cuba è attribuito dalle autorità locali proprio al virus del vaiolo delle scimmie. Sulla vicenda si è attivato il ministero della Salute insieme all’ambasciata italiana, ma gli esperti invitano ad essere cauti in attesa di conferme scientifiche sull’accaduto.
Salgono dunque a 714 i casi dell’infezione in Italia, 52 in più rispetto a una settimana fa. Di questi, rileva l’ultimo bollettino del ministero della Salute, 194 sono collegati a viaggi all’estero. L’infezione continua a colpire quasi esclusivamente i maschi (704) e non sono riportati decessi nel nostro Paese. Tra le Regioni, il maggior numero di casi (308) si è verificato in Lombardia. Intanto, nel mondo, il numero complessivo di casi è prossimo ai 43mila (42.954), secondo il portale attivato dai Centers for Disease Control and Prevention, e sono 95 i Paesi coinvolti. Il maggior numero di contagi (15.432) si è verificato negli Stati Uniti. Seguono Spagna (6.119), Brasile (3.450) e Germania (3.295), mentre ammontano a 12 i decessi nel mondo.
Vaiolo delle scimmie, i sintomi
Michele Lagioia, Direttore Medico Sanitario di Humanitas spiega sintomi e modalità di trasmissione del virus.Nell’uomo il vaiolo delle scimmie si manifesta spesso con la combinazione dei seguenti sintomi:
- febbre
- mal di testa
- brividi
- stanchezza
- astenia (debolezza generale)
- linfonodi
- mal di schiena
- dolori muscolari
In genere dopo uno-tre giorni dall’inizio della febbre, si manifesta un’eruzione cutanea. Le lesioni cutanee evolvono in vescicole, pustole e croste.
Nell’epidemia attualmente in corso, i diversi Paesi dell’Unione Europea/Spazio Economico Europeo hanno riportato al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) alcune differenze nella presentazione clinica di malattia rispetto a quanto presente in letteratura.
In particolare, sono stati segnalati sintomi prodromici sistemici più lievi, quali febbre, sonnolenza, mialgie e cefalea. L’eruzione cutanea che può precedere i sintomi generali (che sono solitamente prodromici) e che si presenta nel 95% dei pazienti, può manifestarsi con lesioni scarse e/o limitate alle aree genitali o peri-anali. A essere più frequentemente interessate sono le aree ano-genitali, il tronco, le braccia e le gambe, il viso, i palmi delle mani e le piante dei piedi. Nel 5% dei casi la manifestazione di esordio può essere rappresentata da lesioni a livello del cavo oro-faringeo.
In presenza di sintomi è bene isolarsi e consultare tempestivamente il proprio medico di medicina generale che fornirà le indicazioni opportune. La diagnosi di vaiolo delle scimmie è clinica e si avvale anche di esami di laboratorio, con test di amplificazione dell’acido nucleico (PCR, real time PCR), generici per orthopoxvirus (OPXV) e/o, specifici per monkeypox virus, eseguiti su DNA estratto dai campioni biologici.
Vaiolo delle scimmie: come si trasmette?
Il contagio dall’animale all’uomo avviene tramite contatto fisico con animali infetti, inclusi roditori e primati.
La trasmissione dell’infezione da persona a persona si verifica tramite contatto stretto con qualcuno che ha un’eruzione cutanea da vaiolo delle scimmie, mediante il contatto faccia a faccia, pelle a pelle, bocca a bocca o bocca a pelle, compreso il contatto sessuale.
La trasmissione può avvenire anche attraverso il contatto con oggetti contaminati (fomiti), come vestiti, asciugamani, lenzuola, dispositivi elettronici, superfici.
Il virus può diffondersi anche durante la gravidanza dalla madre al feto o dopo il parto con il contatto pelle a pelle.
Non è ancora del tutto chiaro per quanto tempo le persone con vaiolo delle scimmie sono infette, ma in generale sono considerate tali a partire dalla comparsa dei sintomi prodromici e finché tutte le lesioni non si sono trasformate in croste e le croste non sono cadute lasciando posto a un nuovo strato di pelle sottostante.
In assenza di sintomi prodromici, come spesso accade in questo focolaio, si può considerare come inizio il giorno precedente alla comparsa dell’eruzione cutanea.
Nell’attuale focolaio si registra una predominanza di casi tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (Men Who Have Sex with Men – MSM) che suggerisce – anche per via della natura delle lesioni presenti in alcuni casi – che la trasmissione sia avvenuta per via sessuale. Tuttavia il rischio di contrarre l’infezione non è limitato alle persone sessualmente attive o a uomini che hanno rapporti sessuali con uomini: chiunque abbia un contatto stretto con una persona infetta è a rischio.
L’uso del preservativo durante i rapporti sessuali rimane fondamentale per la prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili, tuttavia non è sufficiente a prevenire il rischio di contrarre il monkeypox virus poiché il contagio – come abbiamo visto – può avvenire mediante ogni tipo di contatto stretto.
Gennaro Mancini, si attendo gli esiti della morte del comandante dei carabinieri
Si attendono invece conferme ulteriori sulla morte di Germano Mancini, comandante dei carabinieri di Scorzè (Venezia) da un paio di mesi – sposato e padre di un ragazzo di 20 anni – che si trovava a Cuba dal 15 agosto. “Il paziente, che si trovava in condizioni critiche instabili dal 18 agosto, è morto la sera del 21 agosto”, ha dichiarato il ministero della Salute cubano in un comunicato, rilevando che “il rapporto dell’autopsia effettuata presso l’Istituto di Medicina Legale conclude che la morte è stata causata da sepsi dovuta a broncopolmonite con germe indeterminato e danni a più organi”.
Il ministero della Salute italiano, si apprende, non ha però ricevuto conferme scientifiche dalle autorità sanitarie locali ed è “al lavoro per acquisire elementi” sul caso. L’ambasciata italiana a L’Avana è in permanente contatto con le autorità del governo cubano. Nello stesso tempo, la cancelleria consolare italiana sta portando avanti le pratiche per il rientro della salma di Mancini, appena possibile, e sta provvedendo a facilitare il rientro in patria prima del previsto dei due cittadini italiani che avevano intrapreso il viaggio a Cuba insieme all’ufficiale dei carabinieri.
Invita comunque ad essere cauti sulle cause della morte di Mancini, in assenza di documenti ufficiali, la sindaca di Scorzè, Nais Marcon. Anche l’immunologo Sergio Abrignani invita alla prudenza, ricordando che “si contano sulla dita delle mani i casi di letalità per vaiolo delle scimmie e i numeri mostrano che un adulto con difese immunitarie normali, o solo lievemente compromesse, non muore per questo virus”. Tuttavia, anche se la causa del decesso fosse il vaiolo delle scimmie, questo caso “non deve allarmare la popolazione poichè, salvo casi eccezionali, la malattia decorre in modo benigno, con la guarigione che sopraggiunge dopo 2-3 settimane“, afferma il direttore Generale dello Spallanzani, Francesco Vaia. Intanto procede la vaccinazione dei soggetti a rischio – ovvero personale di laboratorio con possibile esposizione diretta a orthopoxvirus; persone gay, transgender, bisessuali – e nel Lazio a fine mese saranno superate le 1.200 somministrazioni. Sul fronte della prevenzione, infine, una novità arriva dall’Istituto superiore di sanità, che ha messo a punto un test per la sorveglianza del vaiolo delle scimmie nelle acque reflue. Tale sorveglianza, spiega l’Istituto, potrebbe essere utilizzata per verificare la presenza del virus nelle comunità.


















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