Area Urbana
Morra su operazione Sistema: “al sindaco Manna subentra la sorella di un arrestato”
“Vorrei che tutti capissero che la prima emergenza è quella legata alla penetrazione del potere mafioso nella società civile. Mi ha fatto tristezza che moltissimi siano state vittime di usura, intimidazioni e violenze”

COSENZA – “Io sono nato libero e vorrei che tutti combattessimo per esserlo tutti”. In un video sulla sua pagina Facebook il presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Nicola Morra, che ritiene necessaria una commissione d’accesso sia al Comune di Rende che a Cosenza. Un lungo commento, quello di Morra, all’operazione che vede indagate 254 persone, 202 attinte dalle misure, ma soprattutto “ci sono alcuni elementi che fanno capire quanto sia pervasiva l’azione della ‘ndrangheta su una provincia, quella di Cosenza, che si riteneva fosse “un’isola felice” ed invece non è esente da certi problemi ed è piena di ‘ndrangheta, che agisce con il colletto abbottonato e la cravatta. Una ‘ndrangheta che si presenta nelle vesti di un avvocato, imprenditore o amministratore pubblico”. Il riferimento di Morra è al sindaco di Rende e ai due assessori.
“Voglio essere chiaro – commenta il senatore in un video su Facebook – perchè dobbiamo far sapere come opera la ‘ndrangheta e come alcuni, concedano di infiltrarsi, colonizzare e prendere il contrllo di ogni forma di attività del territorio”.
Legge Cartabia e conferenze stampa
Nicola Morra nella sua diretta fa poi una precisazione doverosa: “In conferenza stampa il dott. Gratteri è stato più volte ironico sul fatto di dover organizzare conferenze stampa in cui si dica tutto, tranne che il contenuto dell’operaione condotta. Questo grazie alla legge Cartabia votata e approvata dal Governo Draghi. Nelle conferenze stampa che normalmente accompagnano la conclusione di un’operazione, non si può entrare nel merito perchè bisogna tutelare la privacy dei soggetti coinvolti. Quindi i partecipanti non hanno detto alcunchè nel merito se non in termini generali. Questo fa capire cosa sta diventanto la giustizia in Italia”.
L’usura e il gaming
“Tornando all’operazione – prosegue Morra – si è dimostrata la promiscuità tra ambienti politici, imprenditoriali e criminali della ‘ndrangheta presente a Cosenza e Rende. Il settore del gaming, il gioco d’azzardo, le slot; si aprono circoli, club e luoghi nei quali trovi (ogni tanto nascosta al pubblico) un angolo con le macchinette dove i tuoi amici, i tuoi vicini di casa, giocano l’anima perchè illlusi di vincere, diventando azzardopatici. Poi perdono, chiedono denaro ed è qui che finiscono in mano agli usurai”.
“L’usura non la denuncia nessuno – prosegue Morra – ma dall’operazione emerge un numero impressionante di soggetti che prestavano denaro praticando esercizio abusivo del credito. Ma è possibile che nessuno del circuito del credito ufficiale si è mai accorto della schiavitù di chi si rivolge agli usurai? Altro quadro è quello del riciclaggio, con il sequestro di beni per 72 milioni. Se noi combattessimo la criminalità organizzata i soldi del Pnrr non avremmo dovuto neanche chiederli all’UE ma li avremmo presi dalla ‘ndrangheta. Oggi nel cosentino, da zero, un imprenditore ha accumulato un patrimonio di 37 milioni di euro in 5 anni. Un impero. La Dda ha fatto emergere il tutto”.
Manna ai domiciliari “non è mai stato un sindaco di centrodestra”
“L’avvocato Marcello Manna, sindaco di Rende, è stato anche eletto dai sindaci calabresi quale presidente di Anci Calabria nonostante loro sapessero che era oggetto di indagine. Ha subito anche un’interdizione dalla professione di avvocato. Una situazione paradossale: non gli è stato consentito di fare l’avvocato ma ha potuto continuare a fare il sindaco. Eletto nel 2014 e riconfermato nel 2019 in un Comune importante come Rende, messo ai domiciliari verrà sostituito dal vicesindaco e assessore alle politiche sociali, Annamaria Artese, il cui fratello è stato arrestato. Si chiama Ariosto Artese. Lei, è assessore della Giunta Manna ed è anche segretaria cittadina di Rende, del Partito Democratico. Manna è stato da sempre presentato come sindaco di ‘centrodestra‘. Un trasversalismo tipico della Calabria che ha visto Manna avvicinarsi a chi era il “più forte. Questi possono sembrare fenomeni tipicamente calabresi – spiega il presidente dell’Antimafia – ma adesso questi comportamenti li ritroviamo dappertutto. Non credete che l’avvocato Manna sia stato un sindaco di centrodestra, perchè è stato qua ed è stato là. L’importante è essere un sindaco”.
De Cicco e “l’apparentamento a Franz Caruso”
Alla fine della sua diretta social Nicola Morra, cita anche l’assessore del Comune di Cosenza, Francesco De Cicco, anch’egli ai domiciliari: “Si va al voto lo scorso anno a Cosenza, alle Comunali. Al primo turno il candidato di centrodestra Francesco Caruso non ottiene la maggioranza e si va al ballottaggio. Lui si era confrontato con il candidato De Cicco, che a sua volta era assessore della giunta Occhiuto, di centrodestra conservando il ruolo di assessore. Tanti altri candidati decidono di votare, apparentandosi, a Franz Caruso (centrosinistra) e tra questi anche De Cicco. Al ballottagio però vince il centrosinistra con Franz Caruso e dunque De Cicco vota e fa votare l’avvocato, oggi sindaco di Cosenza ,diventando così, assessore nella giunta di centrosinistra. Perchè dico questo? Perchè non dovremmo accettare che in politica si possa passare da una parte all’altra in così breve tempo, in funzione della maggior convenzienza, per ottenere un assessorato”.



















Social