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Caro energia, bollette bruciate in piazza. Il Governo pensa al “taglio” del riscaldamento

Italia

Caro energia, bollette bruciate in piazza. Il Governo pensa al “taglio” del riscaldamento

Il Governo pensa ad una rimodulazione di orari e temperatura dei termosifoni. Codacons “ad anziani e fragili non si può imporre di ridurre l’uso”

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COSENZA – Un vero e proprio salasso per imprese e cittadini, che hanno visto triplicarsi le bollette di luce e gas con costi oramai insostenibili. Mentre le parti sociali e i partiti hanno chiesto un intervento immediato del Governo, la situazione rimane in stallo con l’Esecutivo a caccia di fondi per contrastare il caro energia. Le prime interlocuzioni tecniche a Palazzo Chigi – tra il sottosegretario Roberto Garofoli e i ministri all’Economia e alla Transizione Ecologica Daniele Franco e Roberto Cingolani – rimandano ad un quadro d’intervento complicato, in cui sarà necessaria un’attenta ricognizione delle risorse a disposizione.

La novità arriva dall’UE dove i ministri delle finanze del G7 hanno approvato il piano che prevede di fissare un tetto al prezzo del petrolio che proviene dalla Russia. Ma quello che ora serve in Italia sono misure di contrasto al caro-bollette visto che iniziano a vedersi i primi segnali di malcontento e rabbia da parte dei cittadini. Questa mattina, ad esempio, un centinaio di aderenti al movimento disoccupati ‘7 novembre’ della ‘167’ ha inscenato nella città di Napoli una manifestazione contro il ‘caro energia’ bruciando le ultime fatture per le forniture di corrente e gas dinanzi agli uffici della posta centrale in piazza Matteotti. “Siamo stanchi delle promesse – hanno urlato i manifestanti mostrando le bollette – da anni attendiamo un lavoro ed oggi non possiamo pagare queste cifre che sono triplicate. Le nostre famiglie sono allo stremo. Per noi, finora, solo tante parole e pochi fatti”, hanno aggiunto. I manifestanti hanno poi lasciato piazza Matteotti per raggiungere in corteo via Verdi e dunque Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli.

Vrrà “uno o due miliardi” l’intervento previsto la settimana prossima dal governo per “consentire di avere nell’immediato energia e gas a prezzo calmierato”. Lo ha anticipato il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia. Si tratta di “un intervento tampone” che “non è poca cosa”. “Le linee principali del ministro Cingolani”, ha spiegato Garvaglia, prevedono “due decreti che vanno a favore degli energivori e dei gasivori.  Già dalla prossima settimana il Governo metterà in campo provvedimenti che abbasseranno i costi della bolletta energetica, l’obiettivo è far recuperare potere d’acquisto. L’Italia chiede da mesi un tetto al prezzo del gas, non tutti erano d’accordo in Ue ma le cose stanno cambiando”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza.

Ipotesi rimodulazione dei riscaldamenti

Nel frattempo ancora si attendono le misure per tamponare quella che sta diventato una vera e propria emergenza. È stata avviata un’analisi sia sull’impatto delle misure già prese a tutela di famiglie e imprese, sia sul gettito degli extraprofitti delle società energetiche e sulle sanzioni in caso di inadempienza. Si sarebbe parlato anche della proroga degli sconti sui carburanti. Ad oggi le ipotesi allo studio del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, che sta predisponendo il piano di risparmio energetico, sarebbe quella di una rimodulazione dell’orario di accensione dei termosifoni e delle temperature dei riscaldamenti.  Saranno abbassati di un grado – passando da 20 a 19- e tenuti accesi un’ora in meno al giorno per i riscaldamenti centralizzati e gli edifici pubblici. 

Una misura che può aiutare a contenere i consumi di energia, ma che non può valere allo stesso modo per tutti i cittadini” afferma il Codacons, commentando la misura allo studio dell’esecutivo, “L’emergenza energia vede per la prima volta unite categorie molto diverse tra loro e spesso in contrapposizione – spiega il presidente Carlo Rienzi – L’aumento delle bollette danneggia infatti i consumatori così come i negozianti, le attività produttive, gli alberghi, i ristoranti, le industrie ecc. Per tale motivo crediamo indispensabile una sinergia tra tutte le parti interessate e un serio confronto teso a spingere il Governo ad adottare le misure più efficaci per evitare il baratro”.

Ad ottobre scatteranno infatti nuovi pesanti aumenti delle tariffe di luce e gas, che potrebbero pesare per +241 euro a famiglia solo nell’ultimo trimestre, portando il conto delle bollette a superare i 2.500 euro a nucleo nel 2022 – prosegue Rienzi – Per evitare la nuova stangata d’autunno è necessario quindi fissare da subito un price cap all’energia come fatto in Francia, impegnando lo Stato a integrare le differenze recuperando le somme necessarie attraverso gli extra-profitti, e l’Europa a combattere in modo più incisivo le speculazioni sulla borsa di Amsterdam”. “In attesa di capire come si muoverà il Governo, occorre considerare le diverse situazioni dei cittadini – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il taglio dei riscaldamenti non può valere per tutti, perché ci sono utenti, pensiamo ad anziani, malati e soggetti fragili, ai quali non può essere chiesto, né imposto, di ridurre l’uso dei termosifoni”. “La misura da sola non appare in grado di risolvere il problema dell’energia, e se si chiederanno sacrifici ai cittadini, lo Stato deve fare altrettanto con banche, assicurazioni, grandi società, farmacie e case farmaceutiche, estendendo a tali soggetti la tassa sugli extra-profitti introdotta per le imprese energetiche” – conclude Rienzi.

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