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“Metropoli-Hidden Economy”, l’ex pugile truffava le assicurazioni sugli incidenti

Italia

“Metropoli-Hidden Economy”, l’ex pugile truffava le assicurazioni sugli incidenti

Franco Terlizzi, conosciuto per aver partecipato ad una delle edizioni dell’Isola dei Famosi, per i pm, avrebbe compiuto truffe assicurative su finti incidenti di auto

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terlizzi isola dei famosi

MILANO – Franco Terlizzi, 62 anni, ex pugile, ex pr della famosa discoteca Hollywood nonchè ex concorrente dell’Isola dei Famosi è stato sottoposto a fermo con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata ad una serie di truffe assicurative su finti incidenti di auto e anche di trasferimento fraudolento di valori.

In particolare, come si legge negli atti, avrebbe procacciato i “clienti” per la maggior parte delle frodi assicurative messe a segno da un gruppo capeggiato da Davide Flachi, figlio del boss della ‘ndrangheta della Comasina, titolare di fatto della Carrozzeria Nuova Milano srl, sequestrata nel blitz di oggi, con sede a Milano e attività a Cormano, nel Milanese. E intestata fittiziamente, secondo l’accusa, a Terlizzi.

Secondo il provvedimento di fermo (che dovrà essere convalidato da un gip), l’ex pugile si sarebbe occupato “della stipula degli atti giuridici della società” di cui avrebbe fatto da ‘prestanome‘ e avrebbe preso parte con Flachi (anche accusato di associazione mafiosa) ed altri “alle discussioni su tematiche relative alla gestione della carrozzeria e del personale”.

Carrozzeria che sarebbe stata intestata a Terlizzi perché Flachi temeva, secondo gli inquirenti, che gli sarebbe stata sequestrata come misura di prevenzione dai magistrati. E Terlizzi, si legge sempre nel decreto di fermo, si sarebbe speso pure per “agevolare le denunce dei clienti presso la stazione dei Carabinieri di Affori” sui finti incidenti. E per questo avrebbe avuto rapporti con Cosimo Caputo, ex appartenente all’Arma dei Carabinieri e tra i 13 fermati nell’inchiesta. Terlizzi, infine, si sarebbe messo d’accordo coi periti “conniventi pronti ad agevolare le truffe sulle assicurazioni”.

Il figlio del boss a Terlizzi: “sei in piedi grazie a me”

“Se tu sei in piedi è grazie a me ma lo vuoi capire (…) qua se non ci sono io la baracca qua chiude (…) ti ho portato due lavori che ti faccio stare in piedi solo con quei due lavori”. Usava questi toni Davide Flachi, figlio del boss della Comasina Pepè Flachi, intercettato nell’ottobre 2021 rivolgendosi a Terlizzi.

“Tu non fai un caz.. e prendi il grano ma ti rendi conto Franco?”, gli diceva Flachi (già condannato in passato per associazione mafiosa). Terlizzi, secondo le indagini, sarebbe stato il “prestanome” del presunto boss. E lui: “Io non faccio, perché tu che stai facendo? Tu devi dire grazie a me”. Flachi: “Se tu sei in piedi è grazie a me ma lo vuoi capire”. E l’ex pugile: “Coi sinistri guadagniamo (…) 70mila euro ce lo siamo portati a casa”.

Terlizzi, a cui il presunto boss avrebbe intestato la sua carrozzeria, secondo i pm nelle oltre 400 pagine del decreto di fermo, avrebbe percepito “lo stipendio in qualità di amministratore” della carrozzeria. I pm Prisco, De Tommasi e Zanoncelli tra le esigenze cautelari per il fermo, eseguito dalla Gdf, segnalano i rapporti del gruppo “con appartenenti alle forze dell’ordine infedeli”. Gli indagati hanno, infatti, “la possibilità di procurarsi continue informazioni sullo stato dell’indagine” e “in tale contesto si inserisce” anche la figura di “un ispettore in servizio presso la Dia di Milano che ha fornito diverse informazioni”.

Chi è Davide Flachi “il gigante”

Il gigante è messo bene ha delle belle amicizie… è uno che si fa valere… già ai tempi lo avevano arrestato perché era con suo padre (Pepè), gli hanno dato l’associazione perché prendevano le tangenti in tutta Milano. Lui piccolino (di statura) però picchia di brutto (…) e poi essendo il figlio di eh, la gente aveva paura“.

La caratura criminale di Davide Flachi viene così descritta da Antonino Chirico in un’intercettazione ambientale, all’interno di un’auto, in cui Chirico parla della “scalata” di Flachi che risale al luglio dell’anno scorso ed è riportata negli atti dell’indagine coordinata dai pm milanesi Gianluca Prisco e Francesco De Tommasi e dal collega di Pavia Andrea Zanoncelli. Emblematica del riconoscimento del ruolo “decisorio” rivestito dal figlio del boss scomparso lo scorso gennaio è la definizione “il gigante”. Sintomatica della posizione di vertice di Davide Flachi è anche una conversazione del novembre 2020 in cui sempre Chirico afferma “prima lo rispettavano per il padre ora per lui stesso”.

Il riconoscimento dell’elevata caratura di Davide Flachi, come ricostruisce il decreto di fermo, deriva dalla storica alleanza tra Franco Coco Trovato, ‘ndranghetista del lecchese e Giuseppe Flachi, che risale all’estate del 1986 e dura fino agli anni ’90. Le due famiglie si erano spartite il territorio ai fini delle loro attività illecite, ossia il traffico di stupefacenti e armi e per commettere estorsioni. Il teatro di riferimento è la Comasina, terreno dei Flachi e dove gli indagati si muovono. Negli anni della sua carcerazione, Pepè Flachi, ricostruiscono i pm, continuava a dirigere l’organizzazione, anche attraverso i colloqui con il figlio, al quale avrebbe affidato “precisi compiti (…) quale collettore con gli esponenti degli altri gruppi criminali”.Da allora avrebbe cominciato a “prendere forma la figura criminale” di Davide Flachi.

 

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