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La Nissa verso il forfait? Il Cosenza aspetta

COSENZA – Tre punti in cassaforte? Sembrerebbe di sì. Il Cosenza potrebbe vincere a tavolino la partita di campionato contro la Nissa.
La squadra nissena, infatti, travolta da una crisi economica, potrebbe infatti decidere di uscire anzitempo dal campionato. E’ da tempo, infatti, che la società del Nissa non garantisce sicurezza economica e futuro ai calciatori, tanto che, nell’ultima partita contro l’Acr Messina, è scesa in campo la juniores, annichilita dai peloritani con un secco 4-0. Nelle ultime ore, le acque in casa del sodalizio siciliano sono sempre più agitate, tanto che la società ha consegnato la squadra nelle mani del sindaco. La speranza dei tifosi del Nissa, così come quella dei giocatori e dello staff tecnico, è che qualcuno si faccia avanti per salvare il club. Se non succederà nulla, il ritiro dal campionato sarà la logica e quasi inevitabile conseguenza di questa crisi. Sia che si tratti di una gara da vincere a tavolino, o di una partita da giocare e vincere sul campo, il Cosenza ha ripreso ad allenarsi, al ritmo di due intense sedute giornaliere. L’obiettivo primario di Gianluca Gagliardi è quello di recuperare molti dei suoi giocatori, soprattutto gli infortunati. Benincasa, Fiore e Parisi su tutti. Senza dimenticare anche Gassama, ormai ai box da tempo e che sembra aver smaltito le noie muscolari che ne hanno impedito il suo impiego. Al ritorno in campo, il Cosenza troverà sicuramente Alessandro Cutrupi. Il portiere, 19 anni, ha recentemente “divorziato” dall’Hinterreggio, verrà tesserato dal sodalizio silano. Sarà lui, infatti, il nuovo guardiano dei pali rossoblù, considerato che il suo coetaneo, Alessandro Straface, non dà più piene garanzie al mister. L’estremo difensore, infatti, ha perso la brillantezza delle prime esibizioni, apparendo meno sicuro nelle uscite, un pò incerto nelle respinte e poco lucido nelle parate. Chi non sarà dell’incontro è Andrea Marano, fermato per un turno dal giudice sportivo. Per il resto, la formazione dovrebbe essere identica a quella che ha permesso al Cosenza di dettare legge contro Messina e Savoia, sfruttando al meglio il fattore campo. Quei sei punti avevano permesso ai Lupi di riagganciare la vetta, sorpassando i peloritani per la differenza reti. La Waterloo di Ragusa ha fatto vedere il Cosenza di tante altre negative apparizioni: distratto, confuso, nervoso, inconcludente, sprecone, impacciato e capace di trasformare anche i più innocui degli attaccanti avversai in fenomeni da palcoscenici migliori. Colpa della squadra sì, ma colpa anche della società, sempre più assente e distante dallo spogliatoio. Il termometro del disinteresse societario è stato anche evidenziato dal mercato di riparazione, dove il Cosenza ha preso Paonessa dal Montalto, Foderaro, svincolatosi dal Matera, Filidoro, Cavallaro, La Martina e l’italo-tedesco De Vico. Il classico colpo a sorpresa, quello che la piazza aspettava a braccia aperte (di nomi ne sono stati fatti tanti: Tiscione, Saraniti, Villa, Manco, ndr) non c’è stato e dubitiamo che ci sarà nel mercato di gennaio, considerato che la finestra invernale che si apre nei primi giorni del nuovo anno riguarderà i professionisti e qui i costi lievitano. Nemmeno Stefano Fiore, uomo simbolo dei Lupi, è riuscito a movimentare il mercato. Troppo basso il budget messo a disposizione dal patron Eugenio Guarascio per fare spese, folli. Ma nemmeno l’ex fantasista di Cosenza, Lazio, Valencia e della Nazionale è immune da colpe. Sono mesi che si parla di un gruppo di imprenditori, legati a doppia mandata con lui ed intenzionati ad immettere capitali freschi nelle casse del sodalizio. Ma finora non è successo nulla. Così come non s’è visto il tanto chiacchierato ingresso in società di Francesco Candelieri. Si è infatti tanto parlato delle intenzioni del responsabile delle giovanili rossoblù di acquisire quote del pacchetto azionario. Se non ci sono progetti interessanti per ridare visibilità al calcio cosentino e riportarlo sul panorama della pedata nazionale, sarebbe il caso che la società lo dicesse alla città. La Cosenza calcistica è da troppo tempo mortificata e relegata in campionati che non hanno nulla a che vedere con il blasone e la storia del vecchio Lupo.




















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