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Elezioni politiche, si vota fino alle 23. Possibili rallentamenti per il “tagliando antifrode”

Italia

Elezioni politiche, si vota fino alle 23. Possibili rallentamenti per il “tagliando antifrode”

Si attende una maggiore affluenza nelle prossime ore. A provocare qualche rallentamento il “tagliando antifrode” allegato alle schede elettorali

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Scheda elettorale tagliando antifrode

COSENZA – Nessun particolare problema nei 404 seggi della Calabria, dove da questa mattina quasi 2 milioni di elettori sono chiamati alle urne per l’elezione dei componenti di Camera e Senato. Fino all’ora di pranzo l‘affluenza nella nostra regione è stata bassa (12,84% contro il 19,21% della media nazionale) con poche persone presenti nelle sezioni elettorali. Ma dal tardi pomeriggio, e soprattutto nella serata, le cose potrebbero cambiare così come in tutta Italia dove cui si aspetta una maggiore affluenza. A provocare qualche ulteriore coda potrebbe essere anche il “tagliando antifrode” allegato alle schede elettorali, tra schede piegate non correttamente, talloncini da staccare e codici da trascrivere sul registro provoca inevitabili ritardi rispetto alle operazioni abitualiUna “novità” in realtà introdotta dal ‘Rosatellum’, valida solo per le elezioni politiche e che aveva fatto il suo debutto il 4 marzo 2018. All’epoca ci fu un certo rallentamento ai seggi, con code anche di varia entità, problemi che in parte si sono riproposti anche oggi. Il Viminale ha fatto sapere che la situazione è monitorata e che è tutto sotto controllo, ribadendo che chi si trova nei pressi del seggio alle 23 ha il diritto di votare anche oltre tale orario.

Si tratta di una parte inferiore della scheda elettorale, perforata, di forma rettangolare e rimovibile: ha codice alfanumerico e il presidente o lo scrutatore lo staccano prima di inserire la stessa scheda nell’urna. La procedura prevede che gli addetti al seggio, prima di consegnare la scheda all’elettore, abbiano cura di annotare il relativo codice del tagliando antifrode sulla lista sezionale in corrispondenza al nominativo dell’elettore stesso, o nella colonna delle annotazioni. E già questa operazione, ripetuta per le due schede di Camera e Senato, ha dei tempi abbastanza lunghi. Successivamente, dopo che l’elettore è uscito dalla cabina e ha espresso il suo voto, tocca al presidente, o a un suo delegato, di staccare il tagliando antifrode e di mettere la scheda nell’urna: operazione che prevede anche la conservazione in buste distinte dei due tagliandi di colore diverso, e che anche in questo caso può prendere del tempo in più rispetto al passato. In sostanza, l’elettore non può più mettere direttamente la scheda nell’urna, come avveniva prima (tranne nel caso delle elezioni regionali), ma deve consegnarla ripiegata al presidente del seggio che deve controllare tramite il tagliando, che il numero corrisponda a quello annotato in precedenza sul registro elettorale.

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