Italia
L’Italia al centrodestra: trionfa Fratelli d’Italia, Pd al 19%, M5S terza forza. Crolla la Lega
La coalizione di centrodestra stravince e Giorgia Meloni fa volare Fdi primo partito italiano davanti al Pd. Bene iM5s che rimane il terzo partito italiano

COSENZA – Gli italiani scelgono il centrodestra che torna a governare l’Italia con una percentuale di coalizione attorno al 42% e dove la parte del leone la fa Fratelli d’Italia che al Senato consolida il suo boom con una percentuale intorno al 25%. Il centrodestra si aggiudica la maggioranza sia alla Camera che al Senato anche se all’interno della coalizione non sono tutte rose e fiori: crolla la Lega che scende sotto al 10%, tallonata da Forza Italia che regge con una percentuale quasi simile, ma resta lontana dalla doppia cifra a cui mirava Berlusconi.
Il centrosinistra nel suo insieme raccoglie tra il 26,4% con il Pd scivola sotto il 20% (attorno al 19,8%). Si consolida invece la percentuale per il Movimento 5 Stelle come terza forza con il 15,42% (boom di consensi ottenuti al Sud dove in quasi tutte le regioni è il primo partito) mentre il Terzo Polo viaggia attorno al 7,9%. Giorgia Meloni traina la coalizione vincente e si ritrova con due alleati che viaggiano su percentuali simili: la Lega di Matteo Salvini, se i dati saranno confermati, sarebbe dimezzata rispetto al 17% delle politiche del 2018 e anche Forza Italia subirebbe un crollo rispetto al 14% delle passate elezioni politiche.
Si conferma secondo partito il Pd che può vantare una crescita percentuale rispetto al 18,7% ottenuto dal Partito democratico targato Matteo Renzi nel 2018. Più Europa viaggia intorno al 3%, mentre Verdi-Sinistra possono festeggiare il superamento della soglia del 3%. M5s gioisce per il risultato, molto lontano dall’exploit del 2018 del 32,6%, ma vicino al 17% delle elezioni europee del 2019. La new entry di questa tornata è il terzo Polo di Azione e Italia Viva.
Scende l’affluenza, crolla al Sud
Male i dati sull’affluenza alle politiche che segnano un nuovo calo. Un fenomeno che è diffuso in tutte le regioni ma è particolarmente forte al Sud, dove diserta le urne quasi la metà degli aventi diritto. Rispetto al 2018 fra le regioni che registrano il minor calo dell’affluenza ci sono Lazio, Lombardia, Sicilia (dove si è votato anche per le elezioni regionali), Toscana e Friuli-Venezia Giulia. Relativamente alta l’affluenza anche in Emilia-Romagna, mentre i dati più bassi si registrano in Campania, Sardegna e Calabria. Alle precedenti politiche invece era stato proprio il Sud a trainare i dati di affluenza rispetto al passato. Analizzando le tendenze, le rilevazioni di Youtrend evidenziano che i numeri sono in minor calo nei comuni dove ci sono più laureati, più occupati e con maggiore presenza di stranieri mentre diminuiscono ulteriormente dove c’è maggiore presenza di disoccupati e dove c’è una minor presenza di stranieri.
Durante l’unica giornata di voto in tutta Italia, non sono mancati gli errori, i disguidi, le contestazioni e persino le querele. Alcune code si sono registrate in diversi seggi della Capitale e a Bari con elettori che, in diversi casi, hanno atteso oltre mezz’ora per votare e in alcuni episodi anche a causa di lentezze nelle procedure di voto dovute al tagliando antifrode, quello attaccato a un lembo della scheda e che va staccato prima di essere inserito nell’urna. A Roma in una scuola gli elettori con disabilità non hanno potuto votare se non dopo aver aspettato per ora la riparazione di un ascensore guasto. Disagi sono stati segnalati anche da alcuni cittadini malati di Covid che, nonostante una pec inviata agli uffici del Comune per la richiesta di voto a domicilio, non avrebbero ricevuto risposte. Un elettore è stato denunciato a Chieti per aver cercato di filmare il proprio voto con il telefonino, che gli è poi stato sequestrato dalla Digos. A Torre del Greco, nel Napoletano, un guasto ai server del Comune, ha rallentato le duplicazioni dei certificati elettorali, tanto che è stato consentito di votare con quelli esauriti o non aggiornati. A Genova un errore di stampa o di assemblaggio di alcuni manifesti affissi in un seggio del centro ha fatto scomparire i nomi di alcuni candidati e ha inserito al loro posto quelli di un altro collegio. A Santo Stefano mare (Imperia), alcuni elettori si sono ritrovati a votare già per le elezioni del 2025, per un errore sul timbro della scheda elettorale.


















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