Calabria
Altre quattrocento persone sbarcate a Reggio Calabria, manca personale sanitario

Sul barcone presenti oltre sessanta minori e tre donne incinte.
REGGIO CALABRIA – Nel porto di Reggio Calabria è giunta la nave ‘Kvb 001 Poseidone’ dalla quale sono sbarcati 417 migranti di varie nazionalità. Si tratta in particolare di 259 uomini, 95 donne (di cui tre incinte) e 63 minorenni. Dopo lo sbarco i migranti sono stati sottoposti ad accertamenti per l’identificazione e verranno trasferiti in strutture secondo il piano del Ministero dell’Interno. Ufficialmente sono state prestate le prime cure sanitarie, ma secondo il forzista Nicolò pare stia avvenendo che “operatori ospedalieri della sanità pubblica siano sottoposti ad insostenibili carichi di lavoro”.
Lo scopellitiano Nicolò attualmente in carica come consigliere regionale capogruppo di Forza Italia lo afferma guardando ai fondi europei. “Il contributo finanziario – aggiunge – della Comunità Europea per le operazioni di ‘Frontex’ può essere un notevole aiuto per la nostra regione per realizzare ‘campus biomedici’ che assicurino, fin da subito dopo gli sbarchi, un’efficace ed approfondita risposta sanitaria a persone che sono afflitte, per le condizioni cui sono costrette a vivere, da problemi di salute. Vieppiù, che i loro ricoveri ospedalieri in osservazione breve intensiva, richiedono, proprio per il rischio di diffondersi di forme di epidemia, un altissimo livello di attenzione che in questo dato momento storico le strutture degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria non sono nelle condizioni di garantire.
Una parte del numero imponente di immigrati pare sia dirottato negli ospedali anche per patologie altrimenti risolvibili con attrezzati servizi ambulatoriali. Ne risulterebbe – continua Alessandro Nicolò – un notevole risparmio di spesa per le aziende ospedaliere ed una maggiore attenzione e protezione per i ricoverati, molti dei quali, purtroppo, costretti ad essere letteralmente parcheggiati in corsia per mancanza di posti letto e per la ormai deficienza degli organici di medici, paramedici ed ausiliari. Da qui, l’esigenza indifferibile di accelerare il piano della assunzioni, pena il drastico ridimensionamento o, addirittura, il blocco, di importanti servizi ospedalieri”.

















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