Calabria
L’orrore a San Ferdinando, vittima disperata ‘era arrivata ad augurare per se stessa la morte’
Una vita da incubo in una famiglia che non dovrebbe neanche essere definita tale. Vittima di chi ha il suo stesso sangue una ragazza di trent’anni

SAN FERDINANDO (RC) – Picchiata selvaggiamente dal padre che l’accusava di non aver tirato lo sciacquone del bagno, costretta a svegliarsi alle 5 per fare le pulizie, anche a casa di altre persone. E il ricavato andava a quel padre-padrone che la sfruttava, picchiava, offendeva e minacciava quotidianamente. E’ quanto emerge dalle carte dell’indagine che hanno portato all’arresto di un intero nucleo familiare, madre, padre e due sorelle, a San Ferdinando, tutti accusati di gravi maltrattamenti nei confronti della terza figlia.
Le intercettazioni lasciano attoniti, raccontano botte quotidiane e umiliazioni costanti. Quando il padre senza alcun motivo la picchiava e lei urlava, lui l’apostrofava in ogni modo o le diceva “è inutile che gridi, ti spacco la testa”. I segni sono stati evidenti anche sul suo corpo. Presa a bastonate, anche allo stomaco, picchiata al volto, offesa continuamente. La vittima era arrivata ad augurare per se stessa la morte, stanca delle continue sofferenze e umiliazioni cui era sottoposta da quella che comunemente si chiama ‘famiglia’, ma che in questo caso non corrisponde minimamente alla definizione di ‘casa’.

I carabinieri hanno iniziato ad indagare e ad intercettare quel nucleo familiare di San Ferdinando da giugno scorso, ma chissà da quanto tempo le violenze e i maltrattamenti andavano avanti.
Il 30 agosto scorso il padre l’avrebbe costretta a lavare il bagno ma anche insultata, minacciata, colpita a schiaffi e pugni. Nessuno si curava delle sue condizioni. Lei gridava disperata, arrivando finanche a respirare con affanno. Non solo il padre però, perchè anche le due giovani sorelle sono state carnefici e autrici delle violenze insieme alla madre. La chiamavano ‘bestia’, ‘sorella di merda’, e non mancavano da parte loro le minacce “ti rompo le braccia, ti spacco la testa, vai a lavare il bagno o ti metto con la testa lì dentro, handicappata mentale, ti caccio gli occhi con le mie stesse mani”. Quando il padre la picchiava, la madre lo incitava dicendo “ti ammazza di botte, fa bene, sei una femmina schifosa“. Non poteva neanche aprire il frigorifero o mangiare ciò che voleva, tantomeno uscire. Una serie infinita di aggressioni, una vita impossibile, un incubo quotidiano finalmente stroncato dall’intervento dei carabinieri che hanno arrestato suo padre, sua madre e le sue sorelle.




















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