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In manette latitante dell’Est

COSENZA – La collezionista di “alias”. Dopo oltre sette anni di ricerche è finita nel primo pomeriggio di oggi la latitanza di
Suvekelanchka Lakatus, una donna di nazionalità romena, destinataria di un mandato di cattura internazionale, emesso dal tribunale romeni, per una serie di reati commessi dalla sospettata nella sua terra d’origine. La sua foto segnaledtica, insieme ai suoi dati reali anagrafici, era sstata distribuita a tutte le caserme dei carabinieri esistenti sul territorio nazionale, così come ai posti di frontiera e alla polizia di Stato. Grazie ad una fitta rete di complicità, la donna era sempre riuscita a farla franca, anche grazie, non solo al suo girovagare nomade, quanto anche all’abilità di non farsi riconoscere, nascondenso i tratti somatici con veli e cappelli. E’ riuscita a “dribblare” tutti, meno che i carabinieri della stazione di Cosenza Principale, coordinati dal luogotenente Cosimo Saponangelo. I militari dell’Arma, infatti, avevano accertato che la donna, dopo alcuni mesi fuori dalla città, era ritornata a Cosenza, trovando alloggio presso il campo nomadi di Vaglio Lise. Oggi pomeriggio, la donna, insieme con altre connazionali, con bambini al seguito, è stata “notata” su corso Mazzini, intenta a chiedere l’elemosina. I carabinieri, notandola, l’hanno fermata, rendendo nullo il suo tentativo di fingere di essere un’altra. Addosso, infatti, Suvekelanchka Lakatus, aveva una sfilza di documenti d’identità, con dati anagrafici alterati. Condota in caserma per le formalità di rito, è stata poi trasferita nel carcere di Castrovillari. Il suo arresto è stato comunicato alle autorità romene.



















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