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Perchè non si aiutano le donne rom?

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Perchè non si aiutano le donne rom?

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COSENZA – Provocazione. Tutti le testate locali oggi hanno aperto i giornali di oggi, sparando in prima, con richiami e approfondimenti nelle

pagine interne, il caso della romena 26enne, Suvecheanka Lakatus, arrestata dai carabinieri della stazione di Cosenza Principale, per un mandato di cattura internazionale, emessa dai tribunali romeni, e tradotta nella sezione femminile del carcere di Castrovillari. Il titolo strillato, così come la “bomba” della notizia evidenziata a dovere in locandina, racconta che la 26enne è finita in carcere con un bimbo di un anno e un altro in grembo. Ora, pur rispettando la dignità della 26enne, credo vadano difesi, sacrosantamente, i diritti dei suoi figli, quello di un anno, recluso insieme a sua madre e quello che la donna porta in grembo. Preciso che non sono razzista, non ho nulla contro i romeni, la loro cultura nomade e la scelta di vivere senza regole precise, però, mi chiedo, perchè le tante associazioni a difesa del popolo rom di etnia romena che, attivamente perorano la causa del popolo rom che vive sul fiume Crati, non fanno nulla per vitare questo strazio?. La Romania dal 2007 è uno Stato dell’Unione Europea. Perchè la politica internazionale, anzichè interessarsi di salvare i colossi bancari le multinazionali o fingere di aiutare l’Africa, continuando a depredarla con la promessa di portare lo sviluppo, solo a parole, non fa nulla per risolvere questro problema. Mi spiego meglio. Perchè non si aiutano queste donne a non continuare a mettere figli al mondo, che difficilmente riusciranno a sfamare, se a malapena riescono a sfamare se stesse? Basterebbe seguirle, farle capire che la scelta di mettere figli al mondo non è la migliore per la loro condizione, invitarle e apensare che quelli che mettono al mondo non sono “oggetti” da esporre per strada per attirare la carità, ma sono essere umani che vanno difesi e basta. Cosenza, Rende, il suo hinterland e il vasto territorio provinciale ci mostrano, quotidianamente, le diapositive di donne, con bambini di pochi anni, sistemati nei passeggini o nelle culle, intente a chiedere l’elemosina. Perchè non si fa qualcosa per tutelare questi bambini indifesi, costretti sin dal primo vagito a dover lottare per strada? A dover chiedere i soldi, per far “contenti” mamma e papà. Tra l’altro, l’accattonaggio è stato considerato come riduzione in schiavitù. Non voglio pensare che le donne che mettono al mondo dei figli, lo facciano solo perchè una mamma circondata da bambini, con la faccia triste, i vestiti sporchi, i segni della fame sul volto e l’infanzia negata negli occhi, commuova più di qualunque altra scena. Così come, spero che le donne rumene non decidano di sfornare figli, in quantità industriale, solo per passatempo. I bambini vanno e tutelati, non solo dalla legge ma, soprattutto, da chi li li mette al mondo. E chi gli da la vita, spesso, troppo spesso, dei propri figli non se ne interessa, se non come utilizzo da “salvadanaio”. Non credo, come sponsorizzano molti politici stranieri, che il problema sdi possa semplicemente risolvere sterilizzando le donne, questa è tortura bella e buona, ma credo che si possa fare molto, molto di più di quanto si fa quotidianamente se si vogliono aiutare queste mamme e i loro bambini.

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